Inediti

In questa pagina sono riportate le sintesi del contenuto di miei testi (libri e romanzi) per ora liberi da contratti di edizione o comunque ancora inediti.


Serraglio d’ombre

Il titolo nel frattempo è cambiato più volte, anche se ne ho parlato più spesso come “Il camaleonte viola”, oggi ne porta un altro ancora.

LA TRAMA

Una giovane donna, Lara, si rende conto che un autore a lei sconosciuto si è ispirato alla sua persona per scrivere due romanzi. Su un articolo di giornale legge del violento assassinio di questo autore che, grazie alla fotografia pubblicata, riconosce: era l’uomo con cui ha viaggiato in treno una volta a settimana per un intero anno senza quasi mai parlargli. L’uomo del treno, tuttavia, per Lara era stato stimolo costante di cambiamenti importanti. La protagonista comincia così a ripercorrere il proprio passato soffermandosi sui punti di congiunzione tra lei e le protagoniste dei due libri dell’autore. Storie che si intrecciano quasi sovrapponendosi e che tenteranno infine di rispondere alla domanda più evidente: chi ha ucciso l’uomo del treno?

Al di là di un meccanismo strutturale complesso, questo romanzo racconta la spasmodica ricerca di amore attraverso il richiamo (anche sfacciato) di attenzioni: prima dei genitori, poi degli amici, quindi degli uomini. Ma parla anche di cinismo e di narcisismo. E di come ci si “usi” reciprocamente nel continuo tentativo di costruire o salvare noi stessi. In conclusione, questo romanzo di 246 pagine (circa 370mila battute) parla di relazioni sbagliate.

DALLA SCHEDA DEL PREMIO CALVINO, che conta 3 pagine, qui ho estratto soli 3 paragrafi del giudizio finale redatto dal Comitato di lettura:


portrait / TiloS30

Nel 2018, per l’intero anno da gennaio a fine dicembre, ho descritto i passeggeri che settimanalmente ho incontrato sul treno regionale che collega il Ticino alla Lombardia (da cui il nome del treno TiLo). Ne è uscita una “centuria” di ritratti minimi di gente qualsiasi.

Amando la fotografia e la scrittura, tanto quanto osservare le persone e immaginare la loro «situazione» personale e/o sociale nel momento in cui li osservo, cioè mentre sono in treno, o poco prima o poco dopo, ho optato per dei ritratti di parole, invece di rubare scatti fotografici.

I cento mini ritratti sono stati pubblicati sul mio profilo fb, uno per volta (ma poi tutti privatizzati), e sei di questi sono apparsi anche sulla rivista letteraria online Argo.

Raccolti in un file word, questi profili di sconosciuti – descritti tra le mille e le tremila battute – formano un’antologia di vite comuni di 120 pagine (circa 216mila battute).


Il giro dei corsi di scrittura in ottanta schede

Non dirò molto di questo progetto, non ancora. Ma è terminato e presto lo manderò in cerca di un editore.

Diciamo che mi sono divertita e ne è uscito un manualetto…

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