Inediti

In questa pagina sono riportate le sintesi del contenuto di miei testi (libri e romanzi) per ora liberi da contratti di edizione. Invierò la scheda di presentazione completa e il manoscritto a chi fosse interessato a un approfondimento.

Breve trattato sui picchiatori nella Svizzera italiana degli anni Ottanta

In 170 pagine (circa 293mila battute) sono raccolte le schede biografiche di giovani picchiatori che all’epoca tennero banco nel Canton Ticino e nei Grigioni italiani: ogni protagonista è simbolo di un fenomeno che in quegli anni pareva circoscritto agli ambienti metropolitani, mentre non risparmiò le periferie, anche quelle meno probabili. In questo breve trattato si trovano le schede di capibranco, gregari, picchiatori liberi e le gang della Svizzera italiana. Non solo catalogo narrativo, ma anche intreccio narrativo, quello delle storie di un’adolescenza turbolenta vissuta in un paese ancora troppo spesso ritenuto “luogo tranquillo dove tutti stanno bene, dove c’è ordine e dove si vive pacificamente”. Un tipo di libro che – sebbene non osi aspirare a tali vertiginosi ingegni – fa parte della progenie di opere note come Falene. 237 vite quasi perfette di Eugenio Baroncelli; oppure a La letteratura nazista in America di Roberto Bolaño; a Vite di uomini non illustri di Giuseppe Pontiggia; a Vite brevi di idioti di Ermanno Cavazzoni, eccetera.

Su Il Fatto Quotidiano sono stati pubblicati un paio di estratti.


L’ombra del tarando

Una giovane donna, Lara, si rende conto che un autore a lei sconosciuto si è ispirato alla sua persona per scrivere due libri. Su un articolo di giornale legge del violento assassinio di questo autore che, dalla fotografia pubblicata, riconosce: era l’uomo con cui ha viaggiato in treno una volta a settimana per un intero anno senza quasi mai parlargli. L’uomo del treno, tuttavia, per Lara era stato stimolo costante dei cambiamenti più importanti. La protagonista comincia così a ripercorrere il proprio passato soffermandosi sui punti di congiunzione tra lei e le protagoniste dei due libri dell’autore. Storie che si intrecciano quasi sovrapponendosi e che tenteranno infine di rispondere alla domanda più evidente: chi ha ucciso l’uomo del treno?

Al di là di un meccanismo strutturale complesso, questo romanzo racconta la spasmodica ricerca di amore attraverso il richiamo (anche sfacciato) di attenzioni: prima dei genitori, poi degli amici, quindi degli uomini. Ma parla anche di cinismo e di narcisismo. E di come ci si “usi” reciprocamente nel continuo tentativo di costruire o salvare noi stessi. In conclusione, questo romanzo di 227 pagine (circa 380mila battute) parla di relazioni sbagliate.


portrait / TiloS30

Nel 2018, per l’intero anno da gennaio a fine dicembre, ho descritto i passeggeri che settimanalmente ho incontrato sul treno regionale che collega il Ticino alla Lombardia (da cui il nome del treno TiLo). Ne è uscita una “centuria” di ritratti minimi di gente qualsiasi.

Amando la fotografia e la scrittura, tanto quanto osservare le persone e immaginare la loro «situazione» personale e/o sociale nel momento in cui li osservo, cioè mentre sono in treno, o poco prima o poco dopo, ho optato per dei ritratti di parole, invece di rubare scatti fotografici.

I cento mini ritratti sono stati pubblicati sul mio profilo fb, uno per volta, e sei di questi sono apparsi anche sulla rivista letteraria online Argo.

Raccolti in un file word tutti questi profili di sconosciuti – descritti tra le mille e le tremila battute – formano un’antologia di vite comuni di 120 pagine (circa 216mila battute)

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