Imbarcandosi nella vita

«Sotto il cielo del mondo» di Flavio Stroppini

«Pensai alle tempeste in mare, a quanto debbano fare paura a un uomo di montagna. Pensai al padre che non avevo mai conosciuto, se non per qualche cartolina inviata dagli angoli più lontani del mondo e con parole sempre uguali: saluti, papà».

Ho letto Sotto il cielo del mondo di Flavio Stroppini (Gabriele Capelli Editore, 2019) e ne ho scritto su Azione. La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito).

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L’avventurosa solitudine dei fari narrativi

Letture per esplorare il mondo

…per quattro generazioni, otto membri di un’unica famiglia, quella degli Stevenson, progettarono e costruirono lungo le coste della Scozia ben novantasette fari (…), tra il 1790 e il 1940.


Ho letto  l’ultima opera di Claudio Visentin, Luci sul mare – Viaggio tra i fari della Scozia sino alle isole Orcadi e Shetland (Ediciclo Editore, 10 febbraio 2022), e ne ho scritto su Azione.

La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito) a questo indirizzo.

Su Il Ciclope di Paolo Rumiz che cito, si trova un approfondimento qui!

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Un «Antichi maestri» portoghese

«Sostiene Pereira» di Antonio Tabucchi

Sarà Lisbona ad aver emotivamente modellato la penna di Tabucchi? Lisbona – pur non essendoci mai stata, ma ho visto «Lisbon story» di Wim Wenders – la percepisco proprio così, con quel clima lì, molto sospeso, un po’ onirico, impalpabile. Un immaginario, a dire il vero, che non mi fa simpatizzare con la malinconia che ne consegue, perché la riconosco. Come dire: è una parte di me che non amo.

Anche nel lungo racconto: «Sostiene Pereira», Tabucchi torna sui temi che già ho trovato in «Notturno indiano». Di quest’altro testo ho scritto un mese fa. Trovavo: “…bello il sistema di immagine legato alle ombre e alla ricerca della luce. Alla notte e ai risvegli faticosi. Alla morte e alla reincarnazione / resurrezione”. Dove morte e vita, non sono necessariamente quelle della carne, ma quelle della mente, in questo libro più ancora che in «Notturno indiano».

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Un libro sulla solitudine

«Giuda» di Amos Oz

Dovrebbe essere un libro sul tradimento, dato il titolo: «Giuda». Parlo del romanzo di Amos Oz, uscito nel 2014 per Feltrinelli. Ma a me è parso piuttosto un libro sulla solitudine. Anzi, di più: sull’abbandono, e pure peggio: è un libro sull’esclusione. Dove tutti i personaggi sembrano dei superstiti, che sia un popolo intero, o un vecchio di cui non curarsi più. Che siano in fuga, o rinchiusi in quattro mura. Giuda compreso. È un libro che incuriosisce, fa riflettere, e produce piccole scosse di dissesto, lasciando al lettore il compito di ricomporre i pensieri alla fine e anche dopo, e chissà per quanto. Un romanzo, in somma, che fa il suo dovere e lo fa per la narrazione, per gli stimoli e anche per lo stile asciutto, che si fa leggere senza intoppi. Liscio ma non banale, tanto che mantiene una gran bella tensione narrativa per tutta la lettura.

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Un romanzo da salotto con protagonista la cugina seria della Madama di Flaubert

«Anna Karenina» di Lev Tolstoj

Per la serie anche i ricchi piangono, altre serie di cui non ho mai guardato una sola puntata. Non amo le soap. Anche quelle fatte molto bene.
Bravo è stato bravo, eh. Lev Nikolàevič Tolstòj, dico, è stato bravo a narrare le vicende di quotidiana vita aristocratica e borghese (e un po’ meno quella contadina) russa nel suo (per me) «non intramontabile» Anna Karenina. Non lo metto in discussione: e chi sono per poter anche solo lontanamente pensare di poterlo fare. È un gran romanzo corale, proprio inteso senza veri protagonisti (per la mia percezione) ma con un sacco di personaggi. Con una trama che punta su sentimenti d’amore “erotico” più che romantico – ma senza erotismo e tanto sentimentalismo, come probabilmente si usava all’epoca – e che però non perde l’occasione di fare un affresco – come si suol dire – di com’era la società in Russia nella seconda metà dell’Ottocento. Ok. Questa è la parte facile da dire e che immagino dicano tutti. Per cui, questo romanzo ha e mantiene un valore letterario in quanto testimonianza “storica”, politica, ambientale, sociale, e per bravura nella costruzione di un impianto così complesso. Eppure…

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