Se lo immagini poi diventa reale…

«Storia di due donne e di uno specchio» di Edoardo Zambelli

«- Perché non provi a immaginarlo?
– Perché se lo immagino poi diventa reale»

È questa una delle citazioni, secondo me, più rappresentative del libro che ho appena finito di leggere. Uh! Quante cose avrei da dire sul nuovo romanzo di Edoardo Zambelli intitolato «Storia di due donne e di uno specchio» (Laurana Editore, 2018). Ci proverò, tralasciando comunque molto altro, purtroppo.

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Un gioco di narratori, di storie Matrioska

«Invisibile» di Paul Auster

Su “Invisibile” di Paul Auster. Mi trovo un po’ in difficoltà a mettere in chiaro le idee. Ci provo con delle domande.
Nel complesso mi piaciuto? Sì.
La storia? In verità non mi è parsa questa grande storia, ma l’autore è sempre riuscito a tenermi interessata e a incuriosirmi abbastanza per farmi continuare a leggere. Ultimamente noto sempre di più questa cosa, cioè che le “storie” non mi affascinano davvero, ad affascinarmi sono altre cose, dei particolari, dei meccanismi. Questo per dire che non saprei definire se la storia sia bella o brutta, ma non per colpa della storia; sento che sono io a non “subire” (almeno in questo periodo) il fascino di nessuna storia. Questa in ogni caso ti porta a continuare a leggere. 

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Un romanzo bastardo

«L’antagonista» di Edoardo Zambelli

“Hai mai visto quella foto?”
“Sì”.
“Com’era?”
“Potente… Orribile…”

Questo è anche quello che ho pensato io man mano che avanzavo nella lettura…

Quindi? “Bello” o “brutto”? Indubbiamente un gran bel libro che però non rileggerò. Esattamente come mi capita con certi dipinti di cui posso riconoscere e persino subire la bellezza emozionale, ma che non appenderei mai sulla parete del mio salotto. Sto parlando del romanzo “L’antagonista” di Edoardo Zambelli (Laurana editore, 2016) da cui ho estratto il breve dialogo inserito in apertura di questo post. 

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