«Frammenti di un discorso funebre»

«Il delirio del particolare» di Vitaliano Trevisan

Si intitola «Il delirio del particolare» (recitazione da camera / ein kammerspiel), ma poteva anche intitolarsi «Frammenti di un discorso funebre» che pure mi piace (da pag. 71): «Il frammento – / – che ci rimanda sempre a un tutto irrimediabilmente – / – perduto – / – defunto – / – irrecuperabile» – dice Bernardi, lo storico dell’architettura che visita, come fosse un’opera d’arte, la casa della protagonista, la vedova, un’anziana signora tornata dopo anni nella dimora coniugale abbandonata alla morte del marito.

Parlo dell’ultimo libro di Vitaliano Trevisan, pubblicato da Oligo Editore. È una pièce teatrale. Ma anche un quadro. Un Tàpies (tanto per pescare termini trovati in queste pagine). Un pezzo di qualcosa che morendo si impregna di vita, o il contrario, che impregnandosi di vita, muore; fate voi.

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Scrivere con le pause

Slitta nuovamente il corso con Vitaliano Trevisan. Mentre resta al suo posto corso autunnale con Giulio Mozzi.

(Vitaliano Trevisan – copyright: Sophie Bassouls / Sygma / Corbis)

«La Photo Ma.Ma. Edition di Minusio organizza in collaborazione con l’associazione TASI – Teatri Associati della Scena Indipendente – il primo laboratorio di scrittura drammaturgica con Vitaliano Trevisan in Ticino.
Il corso si terrà nel Locarnese (spazio Incontro – PalaCongressi di Muralto) il 12/13 settembre 2020 e prevede, indicativamente, circa un totale di 12 ore di lezioni. È solo un’indicazione perché, come si sa, certe materie non si portano bene con la rigidità di regole e scadenze.

Per scaricare il volantino cliccare QUI!

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Il delirio di un saggio ubriacone

«Antichi Maestri» di Thomas Bernhard

Ubriaco, sì! Se di alcol, di vita, di dolore, di malinconia, di solitudine, di rabbia, disperazione o di arte è uguale… Ho letto gli «Antichi Maestri» di Thomas Bernhard. Per una volta concordo davvero con tutto il bene e il bello che ne ho sentito dire. Anzi. A me pare ci sia anche di più. Non solo voce, non solo forma, ma pure contenuto, perché c’è, tanto che io ci ho trovato una storia molto commovente.
Qui di seguito dico un po’ di cose, qualche pensiero a caldo; ne dico anche troppo, lo so, ma comunque non abbastanza. So che all’inizio ho avuto opinioni divergenti tra loro, dalla sorpresa alla noia del ridondante, dal sentirmi divertita al dirmi interessata. Poi tutto ha preso un suo senso.

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«Fin che c’è abbandono (lavoro?!), c’è speranza»

«Works» di Vitaliano Trevisan

«…in un lavoro come questo le divagazioni non esistono, o meglio sono l’opera»

Ecco, per dire del contenuto di “Works” di Vitaliano Trevisan, parafraserei questa sua citazione: «…in un lavoro come questo, la realtà, la vita, la biografia, la verità del narratore non esistono, o meglio sono l’opera». Non storia, ma autobiografia attraverso i lavori e i mestieri di cui il narratore ha fatto esperienza.

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