La siciliana e il senzatetto polacco

La scrittura di Tomassini è stata spesso definita barocca. In astratto, è una cifra che chi scrive in queste righe non ama. Qui, però, accade qualcosa di diverso: quella stessa densità retorica non irrita, non pesa, ma colpisce per la sua onestà. È una lingua che non cerca effetti, che non costruisce pathos, e proprio per questo riesce a essere potente. 

Sul settimanale svizzero «Azione», un mio commento a Sangue di cane di Veronica Tomassini.
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L’articolo

La nave di Teseo, a oltre dieci anni dall’esordio di Veronica Tomassini, ripubblica Sangue di cane

Il tempo può essere un elemento davvero decisivo per un libro. Non nel senso della durata o dell’invecchiamento, ma come distanza critica. Rivederlo comparire sugli scaffali dopo anni di assenza permette di valutarne la tenuta, al di là del contesto che lo aveva accolto. A maggior ragione quando si tratta di un esordio.

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«La letteratura è una bugia»

«La parte di Malvasia» di Gilda Policastro

«La violenza maggiore sulle donne e sulle creature, nel libro, è la morte, ma prima ancora la malattia, o anche solo l’invecchiamento.»

Ho letto La parte di Malvasia di Gilda Policastro (La nave di Teseo Editore, 2021) e sono lusingata per l’intervista che l’autrice mi ha concesso; ne ho scritto su Azione. La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova scrollando verso il basso oppure online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito).

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«I sentimenti sono errori di logica»

«La galassia dei dementi» di Ermanno Cavazzoni

Viene spacciato per finzione fantascientifica – parlo del romanzo «La galassia dei dementi» di Ermanno Cavazzoni che mi ha parecchio divertita in verità ci ho trovata poca fantascienza, ma molta “etologia”.

LA TRAMA
Non Marte ma la Terra di mezzo, tra Bologna e la pianura, lungo il Po; non lavoratori ma uomini che vivono di hobby, obesi inutili e dediti al collezionismo di oggetti altrettanti superflui (fossero anche solo soldi?) ; non extraterrestri, ma stranieri di lingue altre, e altre culture che per integrarsi cercano di snaturarsi. E “altri” modelli umani, sorte di archetipi (il soldato, il romantico, il servizievole, il burocrate…). E poi c’è Dafne. La bella Dafne, programmata per fare sesso con tutti. Che cosa accade, sesso a parte? Vivono, si spostano, cercano, si relazionano. Danno vita, in definitiva, a una sorta di schemino antropologico dei viventi in Terra; extraterrestri caduti dalle navicelle, compresi.

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