Storie di amicizie profonde

La Fondazione Pierre Gianadda di Martigny, oltre a ospitare un bel museo permanente di auto d’epoca, espone fino al 20 novembre la «Collezione Szafran» composta da 226 fotografie del grande Henri Cartier-Bresson

Definito «L’occhio del Novecento», ma anche «Il genio della composizione», documentò la morte di Gandhi e gli ultimi giorni del Partito Nazionalista Cinese a Pechino, durante la loro guerra civile; viaggiò armato di macchina fotografica dalla Francia all’Africa, e poi Spagna, Europa dell’Est, Italia, Messico, Stati Uniti, India, Russia, Cuba…  

Ho avuto il piacere di visitare la Fondazione Pierre Gianadda di Martigny proprio ora che esibisce la «Collezione Szafran» composta da 226 fotografie di Henri Cartier-Bresson; ne ho scritto su Azione, e ripropongo qui le mie considerazione in quanto non mi riesce di suddividere la letteratura dalla fotografia. La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito).

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È mattina, sera o sono le due del pomeriggio?

«Un visibile narrare» – 02

Basti sapere che la scelta delle parole – ma anche delle espressioni, e nondimeno pure la scelta delle immagini che proponiamo – stabilisce lo stile delle nostre opere, e dunque anche la loro fruibilità e il loro posizionamento.

Dedicare attenzione ai registri linguistici, una parte fondamentale della forma, ci aiuta a dare forza al contenuto, senza costringerlo in un contenitore che non gli si addice.

È uscito oggi su Azione il secondo articolo che ho scritto sul tema Un visibile narrare. La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova scrollando verso il basso oppure online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito) a questo indirizzo!

Il primo articolo della serie si trova QUI!

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Gli incontri, discriminante della vita

Un visibile narrare

«La passione, l’istinto, la fame di vita, mi hanno fatto fare cose che andavano al di là della mia capacità di fare, solo dopo ho imparato il mestiere».

Ho avuto il grande piacere di intervistare Ferdinando Scianna in esposizione sia a Monte Carasso, sia a Milano in questi mesi, e ne ho scritto su «Azione». Sul sito del giornale si trova la versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito).

Sembra fotografia, ma in verità è letteratura.

Un’altra parte dell’intervista (per questioni di lunghezze) è stata pubblicata su Cinemany (vedi sotto). Felicissima di aver avuto l’occasione di parlargli di persona e di questi due articoli, ringrazio dunque Azione e in particolare Natascha, e tanto anche Nicola Mazzi di Cinemany.

In fondo all’articolo vi è un PDF contenente tutta quanta l’intervista, sia la parte pubblicata su Azione, sia quella pubblicata su Cinemany.

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Didascalie o dialoghi

(pixabay.com)

Un visibile narrare…

Ci sono le immagini, e poi ci sono le didascalie. Una volta ho scritto una sceneggiatura, per un film. Fondamentale era aver presente che il linguaggio del cinema è anzitutto fotografico, parlano le immagini. Se c’è qualcosa di profondamente inutile è una didascalia che descriva il contenuto dell’immagine.

«Bambina che corre in un campo», di fianco alla foto della bimba che corre, è spazio sprecato, tempo perso. Così, traducendo da forma a forma, ho dato per scontato che i dialoghi, in un film, sono le didascalie di una serie di immagini, comprendendo che tutto devono fare, tranne che descrivere ciò che lo spettatore già vede o intuisce da sé.

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Terra e verità

«Un visibile narrare» – A

«Un buon racconto è letterale come è letterale il disegno di un bambino»


È uscito oggi su “Azione” un articoletto che ho scritto prendendo spunto dal libro Nel territorio del diavolo – Sul mistero di scrivere di Flannery O’Connor.
La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova scrollando verso il basso oppure online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito) a questo indirizzo.

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