Tra il sogno di una ribellione e la realtà

Letture per esplorare il mondo

«Al pari di un vero e proprio reportage, questo romanzo trascina con sé il lettore “per pianure assolate” su vagoni maleodoranti e stracolmi di gente di ogni dove, a bordo di un treno che «ogni tanto fischia” e altre volte «avanza lentissimo”, tanto che si lascia affiancare da un asino “accompagnato da un vecchio col bastone”, per finire poi, a Istanbul, su un pullman che traghetterà quel corpo stanco, tra gli altri, lungo corridoi di terra desertica in un lunghissimo vagare dietro orizzonti sconosciuti, sino ad arrivare in una casa che non è la sua».

Ho letto La misura della distanza di Gabriella Bampo (Laurana Editore, 2021), e ne ho scritto su Azione.

La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito) a questo indirizzo.

L’avventurosa solitudine dei fari narrativi

Letture per esplorare il mondo

…per quattro generazioni, otto membri di un’unica famiglia, quella degli Stevenson, progettarono e costruirono lungo le coste della Scozia ben novantasette fari (…), tra il 1790 e il 1940.


Ho letto  l’ultima opera di Claudio Visentin, Luci sul mare – Viaggio tra i fari della Scozia sino alle isole Orcadi e Shetland (Ediciclo Editore, 10 febbraio 2022), e ne ho scritto su Azione.

La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito) a questo indirizzo.

Su Il Ciclope di Paolo Rumiz che cito, si trova un approfondimento qui!

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Passione, follia, conversione, relazione, psicologia, investigazione… c’è tutto

«I fratelli Karamazov» di Fëdor Dostoevskij

È il mio primo libro di oltre mille pagine. Il primo che leggo. È un romanzo pazzesco (nel senso stretto del termine, ché parecchi personaggi sembrano pazzi per davvero). Premetto che farò dello spoiler.

Scritto da Fëdor Dostoevskij, si intitola “I fratelli Karamazov”. È un classico, e non lo dico io. Una precisazione non così ingenua come potrebbe sembrare. Non dico io che è un classico, perché fino a un paio di anni fa “io” avevo un’idea di ciò che dovevano esser i classici totalmente distorta da ciò che sempre di più mi si svelano. Credevo che i classici fossero irraggiungibili e non (solo) per la quantità di pagine delle quali alcuni sono composti, ma per il contenuto, per la lingua, per il punto di vista, per tutto quello che volete: credevo non fossero alla mia portata, che non fossero alla portata di una non lettrice, che non fossero alla portata di una senza studi alle spalle. Cazzate. Lo ripeto: cazzate!
E un giorno vorrò fare un bel discorsetto a chi mette in giro queste stupidaggini solo per darsi un tono (immagino).

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