Il continuo ritorno del vagabondo dell’infinito

«L’eternauta»  testi di Héctor Germán Oesterheld, illustrazioni di Francisco Solano Lopez, con traduzione di Stelio Rizzo

«L’eternauta ciclicamente torna a far parlare di sé, quasi fosse il continuo avverarsi della storia narrata»

Ho letto L’eternauta (testi di Héctor Germán Oesterheld, illustrazioni di Francisco Solano Lopez, con traduzione di Stelio Rizzo) e ne ho scritto su Azione.

La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito).

Un pescatore innamorato

«Più grande di noi – Confessioni di un pescatore a mosca» di Raul Montanari

«… la natura si fa umana e l’umano si fa animale. Se il lago è infatti l’equivalente del liquido amniotico, la culla materna, il fiume è di fatto il “liquido seminale, l’urgenza, la pulsione che cerca sfogo”»

Ho letto Più grande di noi – Confessioni di un pescatore a mosca di Raul Montanari (collana Pennisole a cura di Dario Voltolini, Hopeful Monster di Torino, 2022) e ne ho scritto su Azione.

La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito).

Un fantasma bianco nella terra dei tulipani neri

«Black tulips – Un quaderno nigeriano» di Vitaliano Trevisan

«…un vero e proprio carnet de voyage, con annotazioni sulle persone incontrate, sulle storture culturali, sui disagi creati da usi e costumi diversi, ma anche con molte descrizioni dei luoghi camminati, riflessioni sul colore della pelle, sui reciproci pregiudizi, e sugli inevitabili confronti tra i due mondi, bianco e nero, che si rincorrono in sequenze di immagini e note a piè pagina, pezzi non integranti ma parti del medesimo insieme di digressioni.»

Ho letto «Black tulips – Un quaderno nigeriano» di Vitaliano Trevisan (Einaudi, Stile libero Big, 2022) e ne ho scritto su Azione. La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito).

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Storie di amicizie profonde

La Fondazione Pierre Gianadda di Martigny, oltre a ospitare un bel museo permanente di auto d’epoca, espone fino al 20 novembre la «Collezione Szafran» composta da 226 fotografie del grande Henri Cartier-Bresson

Definito «L’occhio del Novecento», ma anche «Il genio della composizione», documentò la morte di Gandhi e gli ultimi giorni del Partito Nazionalista Cinese a Pechino, durante la loro guerra civile; viaggiò armato di macchina fotografica dalla Francia all’Africa, e poi Spagna, Europa dell’Est, Italia, Messico, Stati Uniti, India, Russia, Cuba…  

Ho avuto il piacere di visitare la Fondazione Pierre Gianadda di Martigny proprio ora che esibisce la «Collezione Szafran» composta da 226 fotografie di Henri Cartier-Bresson; ne ho scritto su Azione, e ripropongo qui le mie considerazione in quanto non mi riesce di suddividere la letteratura dalla fotografia. La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito).

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Il ping-pong di quelli che ci credono

«La tribù del tavolo verde» di Sergio Roic

«Non deve trarre in inganno […] il sottotitolo «cronache locali di periferia sportiva» che qui in verità non limita geograficamente il contenuto al Ticino, ma anzi, porta lo sguardo dalla nostra regione sul mondo intero (dal Sudamerica alla Cina, dalla Jugoslavia all’Ungheria, da Zofingen a Calcutta), alla scoperta anche di altre periferie non meno colorate e appassionate della nostra, dove talvolta si gioca a ping-pong, altre volte a tennistavolo, e altre ancora si vivono esperienze destinate a diventare incredibili aneddoti da ricordare o riportare nero su bianco, come ha fatto Roic.»

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