La siciliana e il senzatetto polacco

La scrittura di Tomassini è stata spesso definita barocca. In astratto, è una cifra che chi scrive in queste righe non ama. Qui, però, accade qualcosa di diverso: quella stessa densità retorica non irrita, non pesa, ma colpisce per la sua onestà. È una lingua che non cerca effetti, che non costruisce pathos, e proprio per questo riesce a essere potente. 

Sul settimanale svizzero «Azione», un mio commento a Sangue di cane di Veronica Tomassini.
Non servono iscrizioni per accedere al sito, ed è gratuito. Per leggere con comodità, basta seguire il link che segue: https://www.azione.ch/2026/02/05/la-siciliana-e-il-senzatetto-polacco/


L’articolo

La nave di Teseo, a oltre dieci anni dall’esordio di Veronica Tomassini, ripubblica Sangue di cane

Il tempo può essere un elemento davvero decisivo per un libro. Non nel senso della durata o dell’invecchiamento, ma come distanza critica. Rivederlo comparire sugli scaffali dopo anni di assenza permette di valutarne la tenuta, al di là del contesto che lo aveva accolto. A maggior ragione quando si tratta di un esordio.

Continua a leggere “La siciliana e il senzatetto polacco”

Intrattenibilmente commovente

«Sangue di cane» di Veronica Tomassini

Ho letto “Sangue di cane” di Veronica Tomassini (Laurana editore).
In ottobre, dopo aver assistito alla presentazione del suo secondo libro (questo di cui parlo è il primo, ora leggerò pure l’altro) scrissi: “Avevo già il dubbio che la scrittura di questa autrice “siciliana” fosse potente, ma se vi dicessi che alle prime cinque righe di un estratto dell’ultimo suo romanzo, lette durante la presentazione, stavo già piangendo di una commozione intrattenibile, viscerale? No, eh? Allora non ve lo dico, sarete voi a venire a dirlo a me se mi farete il piacere di leggerla: e lo dico a copertina ancora chiusa (…).

Continua a leggere “Intrattenibilmente commovente”