Sciascia, un affresco di Sicilia alla Scianna

«A ciascuno il suo» di Leonardo Sciascia

Era da anni che pensavo di leggermi un libro suo, ma poi, tra volontà e fattualità, ci si infilava sempre qualche altro titolo, e così ho rimandato fino a oggi. Ma che goduria è stato leggere «A ciascuno il suo» di Leonardo Sciascia.

Ho scoperto che era anche giallista, e da dove proviene il nome della casa editrice che mi ha pubblicato il Breve trattato (Laurana è pure il nome del professore protagonista), e mi è diventato evidente ciò che accumuna lui al fotografo Federico Scianna, del quale ho visto una mostra a Venezia un paio di anni fa, dove si trovava un’immagine che mi pare di aver ritrovata nel libro, così la Sicilia di questi due grandi autori. Che il primo desiderava fotografare come scriveva il secondo e il secondo, scrivere come fotografava il primo.

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La strenna: «Baci» per Natale

Dopo aver esordito, il 14 dicembre 2020, con la raccolta «Cene di Natale», la Pandemica Pseudoedizioni – che ha per scopo la pubblicazione in pdf dei racconti di una ventina di autori che si sono riuniti in tempo pandemico per tenersi allegri, scrivere, e «contagiare» tutti con letture diversificate e GRATUITE – esce oggi, alla viglia di Natale del 2021 con una nuova raccolta in tema di «Baci».

Una strenna natalizia che siamo contenti di regalare a chiunque sotto Natale abbia voglia di trascorrere un po’ di tempo in compagnia di un libro, anche se questo è per ovvi motivi in formato pdf.

Per poter ottenere il regalo basta cliccare sulla copertina oppure su download.

Tra i racconti, che sono tutti brevi brevi (di circa quattro pagine l’uno) si trova anche il mio, da pagina 23: «Non baciarmi, se mi ami» .

BUON NATALE e BUONA LETTURA.

NB: Il progetto è di Filippo Tuena e Cristina-Viola, che ringrazio.

Il gioco del mondo in un’opera combinatoria

«Ada:39» di Cosimo Lupo

Cosimo Lupo con il Cubo di Rubik; foto estratta da una video presentazione

«L’autore riflette (…) sulla vita, sull’arte, sulle relazioni, sul trapasso, sul come tutti gli elementi anche i più insignificanti, se presi singolarmente, possano essere riorganizzati, o «messi a sistema» (come direbbe l’autore stesso) per permetterne una lettura globale. I vari microcontesti si traducono così in un libro-mondo.»

Sul numero 47 del settimanale «Azione», che ringrazio, è apparsa la mia nota di lettura su Ada:39 di Cosimo Lupo, romanzo pubblicato da Laurana Editore, per la collana Fremen.

Per leggere la versione integrale – chi lo desidera ma non può farlo nel cartaceo – è possibile seguire il link cliccando sull’immagine dell’articolo: non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito.

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Picchiatori in libreria

«Questo è un racconto monumentale, 
come sempre è il ricordo 
della gioventù e dell’adolescenza selvatica».
(Ermanno Cavazzoni)

A distanza di sei anni dall’ultima pubblicazione,
domani, 25 marzo, arriva in tutte le librerie d’Italia e del Canton Ticino
il mio nuovo libro:

Breve trattato sui picchiatori
nella Svizzera italiana degli anni Ottanta

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Il fumo era grigio

È uscito a dicembre il numero 1 della rivista «Paper Club 1978» sul tema «Woman Celebration» per la casa editrice «AI magazine books» di Christina Magnanelli Weitensfelder, a cura di Marco Candida (che ringrazio per avermi coinvolta nel progetto).

Tra i racconti che vi compaiono, anche il mio testo che si intitola Il fumo era grigio.

(Le altre firme sono: Cynthia Collu; Eva Clesis; Elisa Eliselle Guidelli; Dunia Elfarouk; Sara Durantini; Paolo Galli; Andrea Malabaila; Marino Magliani; Paolo Ciampi; Danilo Arona; Angelo Marenzana)

Il mio racconto vuole celebrare la forza di una donna (una per tutte) che supera il proprio passato pur senza poterlo dimenticare, anzi, raccogliendolo e affrontandolo come si possono affrontare i fantasmi che ci restano attaccati addosso: con accoglienza e consapevolezza.

Questo l’incipit del racconto Il fumo era grigio:

«A venti ero ancora vergine. Sarebbe stato l’ultimo anno, anche se ancora non lo sapevo. I venti non sono come i diciotto. A diciotto una pensa cambi tutto e non cambia niente. A venti una pensa non cambi niente, e poi ci resti fregata, ché ti cambia tutto. I miei venti sono durati un anno, poi sono diventati quarantatré. Poi sette e il mondo si è risolto capovolgendosi. (...)»

(...Continua sulla rivista)