Opera Nuova n. 19, 2019/1

La copertina del nuovo numero di Opera Nuova

«Oltre i confini della realtà: il fantastico» è il titolo del nuovo numero (cartaceo) del volumetto «Opera Nuova», Rivista internazionale di scritture e scrittori, n.19, 2019/1 (www.operanuova.com) a cura di Luca Cignetti.

A lui, la mia (nostra) gratitudine per lo spazio che la rivista ha dedicato ai racconti di alcuni partecipanti al corso “La cura di un racconto che si è tenuto l’anno scorso a Locarno, sotto la guida di Giulio Mozzi; laboratorio di scrittura creativa che torna anche quest’anno.

Per la rivista – e ne sono lusingata – mi è stato chiesto di scrivere l’introduzione che copio/incollo qui di seguito (previa autorizzazione) anche perché contiene (nella parte finale) i titoli dei racconti e il nome degli autori, che ringrazio anche perché chi lavora e propone i propri racconti per Opera Nuova lo fa per passione.

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Messico, 1984

Un mio mini racconto inedito su un giorno particolare trascorso da me in Messico, nel 1984, e scritto appositamente per Ubiquistan, è stato pubblicato all’interno dell’Atlante autobiografico universale. E io ne sono molto felice, per cui ringrazio l’ideatore e curatore: Dario Honnorat.

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«Oggi sei salvo»

La rivista letteraria Argo – che ringrazio – ha pubblicato pubblicato un mio inedito, scrivendo quanto segue:

«Luca Bontempi illustra il racconto di Manuela Mazzi | Mixis #9»
Luca Bontempi

Fra scelte, solitudine e cantine buie. Nono appuntamento con Mixis.

È in un vorticare frenetico e martellante, che l’elencazione paratattica di Manuela Mazzi, propedeutica a soluzioni terapeutiche, incontra l’illustrazione sintetica di Luca Bontempi. Un ronzio interno che esplode nello spazio privato dei propri pensieri, un verbo esausto che inventa punizioni e disperazioni.

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In immersione con Primo Levi

Ringrazio la redazione del sito I libri degli altri (sebbene nel frattempo abbiano chiuso la rubrica) per aver pubblicato un mio articolo di “analisi” sull’uso dei tempi verbali che Primo Levi fa nel libro “Se questo è un uomo”. Siccome non si trova più sul sito citato, ripropongo il pdf della pubblicazione.

Inoltre ringrazio Demetrio Paolin, autore di “Conforme alla gloria” (Voland edizioni – romanzo selezionato tra i dodici libri fanalisti al Premio Strega 2016) e autore di diversi studi critici su Primo Levi, per essersi reso gentilmente disponibile a chiarirmi un dubbio.

Che voce oltretombale!

«A misura d’uomo» di Roberto Camurri

Ecco: sembra proprio questo, sembra che il narratore provenga da un altrove sospeso, da dove ci racconta ciò che sa, perché di fatto a Davide, Valerio e Anela è già accaduto tutto. Parlo dei tre personaggi del romanzo di Roberto Camurri: «A misura d’uomo».

LA TRAMA
Non saprei davvero riassumerla, o forse non voglio. Si parla di amore, di amicizia, di passioni, di vita, di tentazioni, di accudimenti, di memoria, di dolori emotivi, di colpa, di ingenuità, di bisogno di leggerezza…

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Non ho ceduto alla tentazione

«Oracolo manuale per scrittrici e scrittori» di Giulio Mozzi

Quale tentazione? Quella di leggere “L’oracolo manuale per scrittrici e scrittori” di Giulio Mozzi come fosse un manuale, invece di farlo come “oracolo”. Singolarità unica per un libro di consultazione divinatoria, dico, questa ambivalenza. Anzi, più che unica, quasi contraddittoria! Ed è questo il bello. Il gioco.

Lo so perché ne ho parecchi di questi gingilli: dal libro dei mutamenti I Ching, ai tarocchi, al noto libro delle risposte, ad altri oracoli non meno divertenti; ma nessuno di questi è da leggersi come un manuale (anche se vien la tentazione di sfogliarli prima così da individuare la risposta che si vuole, per poi sceglierla per caso…).

L’oracolo di Mozzi, invece, fa una doppia eccezione: 1. uno la risposta proprio non vuole saperla in anticipo (cioè non si pongono a questo libro domande con un carico di speranza, ma con curiosità, secondo me); 2. contiene consigli utili per chi scrive, che vanno “al di là del caso”.

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Vorrei scrivere qualcosa di più

«David Copperfield» di Charles Dickens

Vorrei scrivere qualcosa, come faccio sempre, sul libro che ho appena finito di leggere: “David Copperfield” di Charles Dickens, ma non so bene che cosa dire. 
Mi sono segnata pochissime cose durante la lettura. Ad esempio mi sono chiesta se non ricordavo male che inizia come I fratelli Karamazov, con il narratore che dice che saranno poi i lettori a decidere se è lui o no l’eroe del romanzo.
Poi mi sono segnata l’appunto secondo cui all’inizio mi pareva in parte un trattato sull’opportunismo e dall’altra la messa in scena del classico “Te le suono per il tuo bene”. Mi sono poi voluta ricordare di due momenti. Uno dolcissimo, che è il bacio sulla fronte della moglie dell’oste che serve una birra a David, quand’è ancora ragazzino, e l’altro alla fine, in uno dei momenti in cui mi sono commossa di più, cioè quando finalmente lui e Agnese si dichiarano. 
Ma mi pare poca cosa rispetto all’enormità di storia contenuta in questo libro, e non so spiegarmi il motivo.

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Gente in caduta libera

«La buona e brava gente della nazione» di Romolo Bugaro

Ho letto la prima edizione – uscita alla fine degli anni Novanta – del romanzo «La buona e brava gente della nazione» di Romolo Bugaro, di cui se ho ben capito uscirà presto una nuova edizione.

Faccio una premessa: ogni giudizio e persino qualche pregiudizio (potrebbe capitarmi in questo contesto) presente nella nota che segue non è stato maltrattato e manco enunciato nel libro di Bugaro; la colpa è tutta da attribuire a me.

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Un disastro umano prodotto dalla cattiva comunicazione

«La mite» di Fëdor Dostoevskij

Mi viene da fare due considerazioni sul terzo testo che leggo di Dostojevski, e la prima la faccio a caldo quasi fuori contesto: non ho (avevo) ancora uno scrittore “preferito”, ma più leggo e più mi è chiaro che Dostojevski sta proprio nelle mie corde. Lui e Victor Hugo. E pure Friedrich Dürrenmatt. Che per me sono molto simili, con una lingua diversissima e sensibilità non del tutto aderenti l’un l’altra, ma hanno lo stesso tipo di occhio. Quello che si posa sulle cose umane. 
Ma veniamo al libro in questione: ho letto “La mite”.

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Dialogo interiore sul selvaggio nella letteratura

«In territorio selvaggio» di Laura Pugno

Un bel viaggio nei pensieri (e nel corpo) di Laura Pugno, la poetessa, la donna, la bambina, la timorata, la romanziera, la filosofa, la ricercatrice del confronto con il selvaggio. Da cui prende il titolo il libriccino pubblicato da Nottetempo: “In territorio selvaggio”, che ho appena finito di leggere. Un piccolo libro importante. Per me.

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Uno Spoon River senza tombe

«Pedro Páramo» di Juan Rulfo

Ecco: è così che mi sono sempre immaginata la pre-morte, così, intendo, come se l’è immaginata Juan Rulfo scrivendo «Pedro Páramo». Che è per me il morire più ricco che si possa immaginare, un onirico viaggio impalpabile nelle cose di un nostro passato sconosciuto, uno svelamento di altro, magari utile a capire quel che è stato e che rimanda all’origine del tutto, un chiudere il cerchio. Sì, ovvio che mi è piaciuto questo libro. Decisamente. È stato come camminare attraversando le pareti del mio cervello, come essere a casa. Un po’ più in là, dentro la nebbia rada. Tra sconosciuti da incontrare e storie da ascoltare.

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