Come svecchiare un certo modo di fare poesia

«Oracolo manuale per poete e poeti» di Giulio Mozzi e Laura Pugno

Chi potrebbe trarre profitto dall’oracolo-manuale per poete e poeti del Mozzi e della Pugno? Una come me, di certo. Anche se scrivo prosa. Ma ancora di più trarrebbero profitto gli aspiranti poeti. Oddio, lo so, Io so, sì, so che i poeti, ancora più degli scrittori, tendono a sostenere che davvero la poesia o ce l’hai dentro o niente. Che un manuale per poeti, eddddai, via, per favore non scherziamo. (Anche se scherzarci su può anche essere un modo di far poesia).
Detto questo, potrei anche essere d’accordo, almeno in parte: il poeta ce l’ha dentro la poesia, (alzi la mano chi non ce l’ha dentro): è per il come viene tirata fuori che talvolta può essere utile avere qualche consiglio, e se non consiglio, qualche nozione, neanche necessariamente tecnica, anche solo suggestiva, un invito a veder le cose, le parole, i suoni, gli insiemi, le mode da cui dipendere o non dipendere, ma soprattutto le parole…
Parlo dell’Oracolo manuale per poete e poeti scritto da Laura Pugno e Giulio Mozzi (Sonzogno editore) che aveva già firmato l’anno scorso l’Oracolo manuale per scrittrici e scrittori (https://manuelamazzi.com/…/05/25/non-ho-ceduto-alla-tentazi…). Ecco, al contrario di quanto ho fatto con il primo, che non ho mai voluto leggere dall’inizio alla fine perché l’ho trattato come un vero e proprio oracolo, quest’altro libro l’ho letto di filato.
Rispetto al precedente, alcune sentenze del nuovo oracolo manuale (non tutte) hanno un livello di «impalpabilità» maggiore, direi più astratte e meno “comprensibili”, meno “compiute”. E (oso spingermi un poco più in là) ci trovo – in queste sentenze – la poetica di Laura Pugno, cioè pare di leggere frasi estratte dalle sue poesie (chissà come verrebbe una poesia prodotta dall’insieme di tutte queste sentenze incolonnate? Gilda Policastro la chiamerebbe istallazione, credo).
Nel suo insieme, l’ho trovato molto moderno, non ho trovato lezioni calate dalla tradizione, non più di quanto non siano presenti consigli utili a svecchiare un certo modo di fare poesia.
Per parte mia, ho apprezzato molto le spiegazioni delle pagine di sinistra, forse più di quanto non abbia fatto con il precedente, perché non avevo altrettanta familiarità con la materia, per cui mi pare di avere imparato molto di più. Lo ammetto: non pensavo. Temevo una sorta di replica, temevo una sensazione di ripetitività rispetto al primo, e invece è un libro dai contenuti molto diversi. Non per questo meno utili, come detto, anche a chi scrive in prosa e non in versi.

Ah! I micetti sono illustrazioni di Sebastian Kudas.

«Geografie di…»

Palagnedra – Centovalli – Ticino Svizzera (© Photo Ma.Ma.)

In tempo di Coronavirus ho scritto anche un altro racconto, oltre a quello pubblicato dalla Neo. Edizioni nell’antologia «L’ultimo sesso al tempo della peste». Anche in questo caso è entrato a far parte di un progetto letterario un po’ particolare. Si tratta di un’iniziativa della radio ReteDUE della RSI (che ringrazio) organizzata in collaborazione con l’Associazione Svizzera degli scrittori di lingua italiana (altro ringraziamento). Ho partecipato con curiosità e interesse, così come hanno fatto diversi altri colleghi di penna. Più precisamente siamo in tutto trenta gli autori che hanno aderito al progetto che si intitola «Geografie di…»

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L’ultimo sesso al tempo della peste

È uscito in questi giorni (13 giugno 2020) – per ora solo in formato e-book con Neo.Edizioni – una raccolta di racconti scritti da una cinquantina di firme durante il Lockdown: L’ULTIMO SESSO AL TEMPO DELLA PESTE

Un libro a tratti simpatico a tratti impegnato, e pure utile, visto il suo scopo benefico.

Scarica QUI il comunicato stampa.

Il progetto è stato ideato dallo scrittore de Il Saggiatore, Filippo Tuena, cresciuto a Roma e oggi residente a Milano. Lui è di fatto il curatore di questa raccolta di racconti della quale ampiezza fornisce qualche numero: «…siamo cinquantadue firme. Cinque autori vivono all’estero, (due in canton Ticino; uno a Lussemburgo; i due in Francia hanno preferito scrivere il racconto in francese). Due racconti sono stati scritti a quattro mani. Roma è la città più rappresentata, seguita da Milano, poi Torino, Bologna, Venezia, la Toscana, il Veneto. Nel sud la Sicilia è la regione che ha contribuito con più autori, anzi autrici. Il gruppo è formato da scrittori con esperienza, esordienti, giornalisti, registi cinematografici, sceneggiatori, docenti, musicisti, poeti, blogger, lettori. C’è una bella equità tra maschi e femmine con una leggera prevalenza di quest’ultime».

Sulla quarta di copertina i nomi di tutti gli autori

Tra questi autori c’è anche la sottoscritta. Al progetto abbiamo collaborato tutti a titolo di volontariato, compreso l’editore che ha deciso di elargire il guadagno della vendita dell’ebook (3,99 euro a copia) per scopi benefici.

“E mentre io vedevo il mondo fuori piombare in un fumetto di Frank Miller, ero pronto a giocarmi tutto a costo di fare la figura di uno dei personaggi di Goerges Wolinski”.

(dal mio giocoso racconto intitolato “Un fumetto di carne” e contenuto nella raccolta “L’ultimo sesso al tempo della peste” a cura di Filippo Tuena; per Neo Edizioni).

E che non me ne voglia Goerges Wolinski, per aver giocato con una sua vignetta (v. immagine).


I proventi saranno devoluti al Centro Senologico dell’ospedale “G. Bernabeo” di Ortona ‒ ASL Lanciano-Vasto-Chieti (Abruzzo)

Si trova:

su AMAZON
su IBS
su KOBO
su BOOKREPUBBLIC

La cura dello stile va… OnLine

Giulio Mozzi (Foto: Ma.Ma.)

Il corso di scrittura drammaturgica con Trevisan resta confermato in presenza, Mozzi si farà virtuale.

Il corso di scrittura letteraria con Giulio Mozzi, «La cura dello stile» (variante 2.0 del Corso base de «La cura di un racconto»), oltre a cambiare i contenuti rispetto ai precedenti laboratori, quest’anno si svolgerà eccezionalmente OnLine e non dal vivo. Ma non sono le uniche novità…

(Cliccando qui si scarica il  IL PROGRAMMA INTEGRALE)

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Scrivere con le pause

Slitta nuovamente il corso con Vitaliano Trevisan. Mentre resta al suo posto corso autunnale con Giulio Mozzi.

(Vitaliano Trevisan – copyright: Sophie Bassouls / Sygma / Corbis)

«La Photo Ma.Ma. Edition di Minusio organizza in collaborazione con l’associazione TASI – Teatri Associati della Scena Indipendente – il primo laboratorio di scrittura drammaturgica con Vitaliano Trevisan in Ticino.
Il corso si terrà nel Locarnese (spazio Incontro – PalaCongressi di Muralto) il 12/13 settembre 2020 e prevede, indicativamente, circa un totale di 12 ore di lezioni. È solo un’indicazione perché, come si sa, certe materie non si portano bene con la rigidità di regole e scadenze.

Per scaricare il volantino cliccare QUI!

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Tutorial – ReteUno

…a parlar di scrittura nella Svizzera italiana

cliccando sull’immagine si accede al sito ufficiale

Gli autori di “Tutorial”, trasmissione radiofonica di ReteUno della RSI, mi hanno invitata a far due chiacchiere sullo scrivere nella Svizzera italiana nella giornata dedicata a libro (il 23 aprile 2020 dalle 09:30/09:45 alle 10:15).

E c’è già anche il podcast: efficientissimi in RSI.

Così, anche noi abbiam dato il nostro per questa giornata mondiale dedicata il libro.

Io intervengo, nella prima parte, dal minuto 30:23:https://mediaww.rsi.ch/rsi/unrestricted/2020/04/23/3033284.mp3

E nella seconda parte, dall’inizio fino al minuto 15:55:https://mediaww.rsi.ch/rsi/unrestricted/2020/04/23/3033294.mp3

Ringrazio: Lisa, Mirko e Daniele e ci metto anche Roberta.

Un’identità. Una vita divisa in più vite.

«Il fu Mattia Pascal» di Luigi Pirandello

È fantastico. Contiene un mondo. Parlo del noto fu Mattia Pascal, che arrivo a leggere tardi alla maniera mia. E pensare che Luigi Pirandello ha un modo di scrivere che mi piace tanto, pari – non mi stancherò di ripeterlo – a quello di Friedrich Dürrenmatt, che per me sembrano dello stesso stampo.

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Si ringrazia e si impara

…quale lusinga! Ringrazio Gilda Policastro, critica letteraria la cui schiettezza non è inferiore alla sua simpatia. E la ringrazio non solo per aver pubblicato qualche mio verso, ma anche e soprattutto per il commento-insegnamento che tenterò di mettere a frutto nei futuri esercizi. 😊
E grazie pure a «la Repubblica». Certo.

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Opera Nuova n. 19, 2019/1

La copertina del nuovo numero di Opera Nuova

«Oltre i confini della realtà: il fantastico» è il titolo del nuovo numero (cartaceo) del volumetto «Opera Nuova», Rivista internazionale di scritture e scrittori, n.19, 2019/1 (www.operanuova.com) a cura di Luca Cignetti.

A lui, la mia (nostra) gratitudine per lo spazio che la rivista ha dedicato ai racconti di alcuni partecipanti al corso “La cura di un racconto che si è tenuto l’anno scorso a Locarno, sotto la guida di Giulio Mozzi; laboratorio di scrittura creativa che torna anche quest’anno.

Per la rivista – e ne sono lusingata – mi è stato chiesto di scrivere l’introduzione che copio/incollo qui di seguito (previa autorizzazione) anche perché contiene (nella parte finale) i titoli dei racconti e il nome degli autori, che ringrazio anche perché chi lavora e propone i propri racconti per Opera Nuova lo fa per passione.

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Messico, 1984

Un mio mini racconto inedito su un giorno particolare trascorso da me in Messico, nel 1984, e scritto appositamente per Ubiquistan, è stato pubblicato all’interno dell’Atlante autobiografico universale. E io ne sono molto felice, per cui ringrazio l’ideatore e curatore: Dario Honnorat.

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«Oggi sei salvo»

La rivista letteraria Argo – che ringrazio – ha pubblicato pubblicato un mio inedito, scrivendo quanto segue:

«Luca Bontempi illustra il racconto di Manuela Mazzi | Mixis #9»
Luca Bontempi

Fra scelte, solitudine e cantine buie. Nono appuntamento con Mixis.

È in un vorticare frenetico e martellante, che l’elencazione paratattica di Manuela Mazzi, propedeutica a soluzioni terapeutiche, incontra l’illustrazione sintetica di Luca Bontempi. Un ronzio interno che esplode nello spazio privato dei propri pensieri, un verbo esausto che inventa punizioni e disperazioni.

Leggi il racconto: Oggi sei salvo

In immersione con Primo Levi

Ringrazio la redazione del sito I libri degli altri (sebbene nel frattempo abbiano chiuso la rubrica) per aver pubblicato un mio articolo di “analisi” sull’uso dei tempi verbali che Primo Levi fa nel libro “Se questo è un uomo”. Siccome non si trova più sul sito citato, ripropongo il pdf della pubblicazione.

Inoltre ringrazio Demetrio Paolin, autore di “Conforme alla gloria” (Voland edizioni – romanzo selezionato tra i dodici libri fanalisti al Premio Strega 2016) e autore di diversi studi critici su Primo Levi, per essersi reso gentilmente disponibile a chiarirmi un dubbio.

La metafora giustificata

«La straniera» di Claudia Durastanti

«La straniera». Così si intitola il romanzo di Claudia Durastanti (Nave di Teseo). E no, non c’entra niente con «Lo straniero» di Camus, per cui non entro nemmeno nel merito. Mi è piaciuto. Lo dico subito. Mi ha sorpresa in modo positivo. È un libro che si fa leggere alla svelta (o forse è l’effetto dopo «Karenina»). Ho trovato originale il tema, lineare la storia, azzeccata la struttura, abbastanza onesta la voce, curiose alcune metafore, e nonostante qualche accenno al “femminismo”, l’ho trovato un libro che ha poco del femminile (e per me è un complimento di gusto, non amando il genere troppo spruzzato di rosa). E infatti ha un punto di vista sulle cose, sul mondo, sulle vicende, sul relazionarsi, sul sentirsi straniera, che riconosco.

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Avrei bevuto una tazza di tè insieme a Lizzy

«Orgoglio e pregiudizio» di Jane Austen

Io con Lizzy, una tazza di tè, ve lo dico, l’avrei presa in campagna, nel patio del villone. Non è il mio ambiente, ma se ci fosse stato pure Darcy, ci saremmo fatti delle belle risate, e credo che avremmo anche potuto tirarci un po’ di fango addosso, per gioco.
A chi è capitato di leggere le mie noterelle avrà forse fatto caso che c’è un genere, lo definirei “al femminile” o, come lo ha ribattezzato Trevisan, “donnesco”, che non rientra proprio nelle mie corde (manco l’horror per dire, eh, e nemmeno quelli di guerra amo molto). Il romanzo che ho appena finito di leggere però, mi ha fatta divertire un sacco. Parlo di “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen (pubblicato per la prima volta nientemeno che nel 1813!).

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Un romanzo da salotto con protagonista la cugina seria della Madama di Flaubert

«Anna Karenina» di Lev Tolstoj

Per la serie anche i ricchi piangono, altre serie di cui non ho mai guardato una sola puntata. Non amo le soap. Anche quelle fatte molto bene.
Bravo è stato bravo, eh. Lev Nikolàevič Tolstòj, dico, è stato bravo a narrare le vicende di quotidiana vita aristocratica e borghese (e un po’ meno quella contadina) russa nel suo (per me) «non intramontabile» Anna Karenina. Non lo metto in discussione: e chi sono per poter anche solo lontanamente pensare di poterlo fare. È un gran romanzo corale, proprio inteso senza veri protagonisti (per la mia percezione) ma con un sacco di personaggi. Con una trama che punta su sentimenti d’amore “erotico” più che romantico – ma senza erotismo e tanto sentimentalismo, come probabilmente si usava all’epoca – e che però non perde l’occasione di fare un affresco – come si suol dire – di com’era la società in Russia nella seconda metà dell’Ottocento. Ok. Questa è la parte facile da dire e che immagino dicano tutti. Per cui, questo romanzo ha e mantiene un valore letterario in quanto testimonianza “storica”, politica, ambientale, sociale, e per bravura nella costruzione di un impianto così complesso. Eppure…

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Cose grandiose prese e mostrate in dosi comprensibili

«Nulla di ordinario» di Michal Rusinek

Non poteva capitarmi in un momento migliore. Leggere durante la settimana di Natale e in montagna il libro di Michal Rusinek dà un senso più rotondo alle narrazioni in esso contenute, perché ci si sente molto più moderate alla maniera della Wislawa che non goliardici come quelli che amano i veglioni di Capodanno. E non poteva capitare in un momento come questo, dove gente del mondo della scrittura si sta scannando con bassezze senza dignità, per comprendere che esistono altri modi di affrontare la vita e la propria arte. Altri toni. Altre dimensioni. Con il più alto sentimento dignitoso: l’umiltà. Prima di tutto. Questo è “Nulla di ordinario”. (Anche se mi sa che ci sia più di me che del libro in questa notarella; Sorry)

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Un romanzo zeppo di buoni valori, e altri mondi possibili

«Dune» di Frank Herbert (1. e 2. volume; 3. episodio; 4. episodio; 5. episodio; 6. episodio)

Riporto qui di seguito – in un’unica pagina – ciò che ho scritto, a tappe, dei libri del ciclo dune: sei episodi del genere della fantascienza che eccezionalmente non mi sono dispiaciuti. Anzi. Questi i titoli.

  1. «Dune» (1965)
  2. «Messia di Dune» (1969)
  3. «I figli di Dune» (1977)
  4. «L’imperatore Dio di Dune» (1981)
  5. «Gli eretici di Dune» (1984)
  6. «La rifondazione di Dune» (1985)
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