«I sentimenti sono errori di logica»

«La galassia dei dementi» di Ermanno Cavazzoni

Viene spacciato per finzione fantascientifica – parlo del romanzo «La galassia dei dementi» di Ermanno Cavazzoni che mi ha parecchio divertita in verità ci ho trovata poca fantascienza, ma molta “etologia”.

LA TRAMA
Non Marte ma la Terra di mezzo, tra Bologna e la pianura, lungo il Po; non lavoratori ma uomini che vivono di hobby, obesi inutili e dediti al collezionismo di oggetti altrettanti superflui (fossero anche solo soldi?) ; non extraterrestri, ma stranieri di lingue altre, e altre culture che per integrarsi cercano di snaturarsi. E “altri” modelli umani, sorte di archetipi (il soldato, il romantico, il servizievole, il burocrate…). E poi c’è Dafne. La bella Dafne, programmata per fare sesso con tutti. Che cosa accade, sesso a parte? Vivono, si spostano, cercano, si relazionano. Danno vita, in definitiva, a una sorta di schemino antropologico dei viventi in Terra; extraterrestri caduti dalle navicelle, compresi.

OLTRELATRAMA
Non ho pensato un solo minuto alla fantascienza, perché mi è parso chiarissimo sin dalle prime frasi che si trattava – per me – di una metafora: il mondo, anzi no, l’insieme degli esseri umani – composto da singoli modelli – come sarebbe senza l’intelligenza emotiva, da qui la logica sostituzione della stessa con quella artificiale. Pensata grandiosa: ne esce un quadro pazzesco, una critica psicosociale (sul relazionarsi), un’esplorazione tecnico morfologica (penso al sistema nervoso sostituito da uno elettronico a impulsi), una riflessione filosofica-religiosa (chi è il costruttore qui? Chi Dio? Quell’uomo nullafacente ingrassato? Che dire della ricerca dell’immortalità? E della sostituzione della carne con la macchina?), una stimolazione culturale. E tanta ironia. E tanto disincanto. E un pizzico di cinismo, via. A più riprese mi sono ritrovata a ridere per l’inevitabile sovrapposizione di atteggiamenti: quelli dei robot senza maschere ma pre-programmati, che recitano infinitamente il loro ruolo sociale, e procedono riproponendo persino luoghi comuni: sino a recitare emozioni pur senza poterle provare. Il teatro delle pose. Il mondo nostro. E niente, è come se avessi trovato uno che vede quel che osservo a mia volta e mi fa strano, come se finalmente fossi riuscita a immedesimarmi, non in un personaggio ma nello sguardo dell’autore. Non extraterrestri e robot ma certi esseri umani senza veli. Senza incanto.

Cavazzoni dev’essere uno che quando ti racconta una barzelletta sta serio prima, mentre e dopo, perché le sue non sono battute, ma verità metaforizzate, e noi si ride per imbarazzo più che per la comicità della scena. La furbizia sta in questo: come immedesimarsi in dei robot? Noi lettori siamo liberi di giudicare folle il loro agire meccanico senza doverci rendere davvero conto che loro potremmo essere noi. È come guardare un film senza rendersi conto che è uno specchio. Perché a me pare abbia messo in scena proprio questo: esseri umani spogliati dalle sovrastrutture culturali, filosofiche, sociali, religiose. Macchine umanoidi con una sola faccia. Peraltro sostituibile con pezzi di ricambio identici. Ogni passaggio a me pare avere un corrispettivo umano, e a suggerire questa interpretazione sono per l’appunto i luoghi, per niente “esoticati”, che in due righe ti riportano qui, nei giorni di oggi.

L’essere umano li ha fatti e poi si è autodistrutto, la donna fa figli, l’uomo è sesso soldi servizio o soldato. E l’aspirazione alla vita eterna mostra la corda, ricordando un film simpatico come “La morte ti fa bella”. A un certo punto è complicato trovare pezzi di ricambio per i vecchi modelli…

In somma io lo trovo parecchio riuscito anche grazie alla voce di questo emiliano, una voce semplice e leggera che parla di cose e non di concetti, che dice senza mascherarsi. Anche qui.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...