Confessioni di un ebreo ossessionato dal sesso

“Indignazioni e rigurgiti di decoro a parte, molti lettori, come detto, esprimono perplessità soprattutto riguardo alla decisione di modificare il titolo originale, e ancor prima in molti non capiscono per quale ragione Adelphi abbia acquisito i diritti delle opere di Philip Roth, essendo un autore ormai assodato in Italia. “

Perché uno dovrebbe comperare questa opera se ha già la versione precedente e in merito alla traduzione? In verità, altrove (io avevo purtroppo limiti di spazio) è stato detto che il target non si appoggia sugli affezionati di Roth, ma su chi ne è ancora a digiuno e, di Roth, ha sentito solo il riverbero polemico, creandosi un’idea della sua produzione letteraria che non gli rende onore. La questione della traduzione ha più che fare con lo “svecchiamento” del testo, diciamo così. Quindi il punto “cruciale” non è la traduzione fine a sé stessa, ma l’operazione di recupero di un autore che – verso chi (mica tutti, ovvio) non lo conosce – ha un’aurea “negativa”.

Nel settimanale “Azione”, per le pagine culturali, è uscita questa mia nota sulla riedizione adelphiana di “Portnoy” di Philip Roth. Qui il link (gratuito senza richiesta di iscrizione).

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Un bianco neve che non assolve

“La bianchezza annunciata dal titolo, infatti, non ha che fare con un bianco sterile, né cerca di rievocare quello lirico delle nevi vergini. È un bianco contaminato, sintomo di una cancellazione più che superficie spolverata, non un nascondimento ma ciò che rende visibile l’invisibile: la vulnerabilità strutturale della presenza umana. È un bianco che satura.”

Su Azione ho speso qualche commento sull’ultimo lavoro, Whiteness in Černobyl, di Marco Cortesi. Per leggere l’articolo comodamente e gratuitamente, senza bisogno di login, cliccare QUI.

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L’italiano pazzo e gli scatti in maniche di camicia

“Lontano dall’eroismo e dalle retoriche belliche, il suo vissuto si riflette nelle immagini che avrebbe realizzato anni dopo: fotografie perlopiù in bianco e nero (ma non solo) dove, verrebbe da dire, l’osservazione si fa portavoce di chi ha conosciuto il lato più duro della storia, senza rimanerci sotto.”

A Monte Carasso ha avuto luogo una bella esposizione dedicata a Mario De Biasi; ne ho parlato su “Azione”. Per leggere l’articolo comodamente e gratuitamente, senza bisogno di login, cliccare QUI.

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Manuale di ornitologia applicata all’indagine

Lei è Cordelia Cupp, e giallo è anche il genere della micro-serie TV, The Residence, di cui è protagonista: detective al servizio del capo del Dipartimento della polizia metropolitana di Washington DC, è un’appassionata ornitologa dal fiuto infallibile e lo sguardo clinico, che non ha nulla da invidiare alla sua illustre «progenitrice», Miss Marple.

Per la serie, L’immagine e la parola, ho recensito sul settimanale Azione la micro serie The Residence.

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La psicogeografia come forma d’arte

«Nel romanzo di Santoni, la ricerca della bellezza, del significato e dell’arte sembra trasformarsi in una trappola in cui i protagonisti si perdono, prima a Parigi poi a Berlino, come in un sogno lucido che alla fine non riescono più a controllare…»

Nel settimanale Azione, il mio commento-intervista all’ultimo romanzo di Vanni Santoni, Il detective sonnambulo, ospite, il 12 aprile, agli Eventi letterari di Ascona.

Attraverso questo link si può leggere la recensione con comodità, oppure scorrendo verso il basso.

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