Confessioni di un ebreo ossessionato dal sesso

“Indignazioni e rigurgiti di decoro a parte, molti lettori, come detto, esprimono perplessità soprattutto riguardo alla decisione di modificare il titolo originale, e ancor prima in molti non capiscono per quale ragione Adelphi abbia acquisito i diritti delle opere di Philip Roth, essendo un autore ormai assodato in Italia. “

Perché uno dovrebbe comperare questa opera se ha già la versione precedente e in merito alla traduzione? In verità, altrove (io avevo purtroppo limiti di spazio) è stato detto che il target non si appoggia sugli affezionati di Roth, ma su chi ne è ancora a digiuno e, di Roth, ha sentito solo il riverbero polemico, creandosi un’idea della sua produzione letteraria che non gli rende onore. La questione della traduzione ha più che fare con lo “svecchiamento” del testo, diciamo così. Quindi il punto “cruciale” non è la traduzione fine a sé stessa, ma l’operazione di recupero di un autore che – verso chi (mica tutti, ovvio) non lo conosce – ha un’aurea “negativa”.

Nel settimanale “Azione”, per le pagine culturali, è uscita questa mia nota sulla riedizione adelphiana di “Portnoy” di Philip Roth. Qui il link (gratuito senza richiesta di iscrizione).

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Un bianco neve che non assolve

“La bianchezza annunciata dal titolo, infatti, non ha che fare con un bianco sterile, né cerca di rievocare quello lirico delle nevi vergini. È un bianco contaminato, sintomo di una cancellazione più che superficie spolverata, non un nascondimento ma ciò che rende visibile l’invisibile: la vulnerabilità strutturale della presenza umana. È un bianco che satura.”

Su Azione ho speso qualche commento sull’ultimo lavoro, Whiteness in Černobyl, di Marco Cortesi. Per leggere l’articolo comodamente e gratuitamente, senza bisogno di login, cliccare QUI.

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La psicogeografia come forma d’arte

«Nel romanzo di Santoni, la ricerca della bellezza, del significato e dell’arte sembra trasformarsi in una trappola in cui i protagonisti si perdono, prima a Parigi poi a Berlino, come in un sogno lucido che alla fine non riescono più a controllare…»

Nel settimanale Azione, il mio commento-intervista all’ultimo romanzo di Vanni Santoni, Il detective sonnambulo, ospite, il 12 aprile, agli Eventi letterari di Ascona.

Attraverso questo link si può leggere la recensione con comodità, oppure scorrendo verso il basso.

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Greco cerca greca

«Geniale, ironico, pungente, Friedrich Dürrenmatt ha affascinato da sempre i suoi lettori con trame caustiche e allegorie filosofiche.»

Nel settimanale Azione, la mia riflessione sulla nuova traduzione italiana (di Margherita Belardetti) di Greco cerca greca di Dürrenmatt, dove parlo di identità letteraria, fedeltà geoculturale e di… borghesia.

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L’eredità di Luigi Ghirri nelle parole di Guido Guidi

Anche questo è un Visibile narrare!

“«Luigi merita che tutti i fotografi di oggi gli bacino i piedi, ma le agiografie non fanno altro che danneggiarlo». Così esordisce Guido Guidi, riflettendo sul lavoro di Luigi Ghirri, con il quale ha vissuto e partecipato a una delle rivoluzioni più importanti della fotografia italiana, che ebbe luogo negli anni 80-90.”

È uscita di recente, sul settimanale Azione, la critica alla mostra di Luigi Ghirri al Masi/Lac di Lugano, e scritta da Giovanni Medolago, con una mia “chiacchierata” concessami da Guido Guidi, sulla fotografia di ieri e di oggi. L’articolo può essere letto anche online seguendo questo link (non servono iscrizioni; è gratuito), oppure scrollando la pagina verso il basso.

L’eredità di Luigi Ghirri nelle parole di Guido Guidi

In una chiacchierata sull’evoluzione dell’immagine oltre la tradizione del reportage, a quarant’anni dalla pubblicazione di «Viaggio in Italia», il fotografo di Cesena restituisce uno spaccato del cambiamento epocale che attraversò il panorama fotografico italiano

/ 25/11/2024
Manuela Mazzi

«Luigi merita che tutti i fotografi di oggi gli bacino i piedi, ma le agiografie non fanno altro che danneggiarlo». Così esordisce Guido Guidi, riflettendo sul lavoro di Luigi Ghirri, con il quale ha vissuto e partecipato a una delle rivoluzioni più importanti della fotografia italiana, che ebbe luogo negli anni 80-90. Nato a Cesena nel 1941, Guidi è di fatto uno degli autori le cui fotografie furono pubblicate nel famoso Viaggio in Italia (vedi articolo di spalla), e tra i fotografi ancora viventi che hanno contribuito a ridefinire il modo di guardare il paesaggio italiano. Un cambiamento, come ha ricordato in questa chiacchierata Guidi, già professore di storia e tecnica della fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, che ha visto nascere la fotografia artistica.

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