Per una poetica che affronta la vita di petto

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Antonio Franchini: «Intendiamoci, non ho mai pensato di poter abolire il filtro della letterarietà, dello stile, della ricerca formale, ma non l’ho mai voluto assolutizzare. L’arte serve se affronta la vita di petto e ci rivela qualcosa, non se ci gira attorno e ci confonde.»

Sul settimanale svizzero “Azione”, l’intervista che ho avuto il piacere di fare ad Antonio Franchini, che sarà ospite del Festival Sconfinare di Bellinzona.
Non servono iscrizioni per accedere al sito, ed è gratuito. Per leggere con comodità, basta seguire il link che segue:


Un ecosistema che fa emergere i talenti

«Ho sempre lavorato fuori formato. Sono autodidatta. Ho avuto la fortuna di incontrare qualcuno che mi aprisse una porta senza essere tenuto a farlo. Quando ho chiesto come potevo sdebitarmi, uno di loro mi ha risposto di fare la stessa cosa con altri. Ed è quello che cerco di fare, cerco di riconoscere talenti senza controllare se le loro carte siano in regola.»

Sul settimanale svizzero “Azione” l’intervista che ho avuto il piacere di fare in merito al progetto Factory del Locarno Film Festival, diretto da Stefano Knuchel.

Non servono iscrizioni ed è gratuito.

Il restauro come atto di resistenza culturale

«…Cavani e Rossellini tornano sullo schermo: con lo sguardo rivolto al presente, il direttore artistico del Locarno Film Festival Giona A. Nazzaro racconta cosa significhi restituire alla visione film marginalizzati o fraintesi, e perché l’atto di rivedere è importante, mentre il direttore di Locarno Pro, Markus Duffner, spiega come Locarno Heritage fa dell’evento un laboratorio d’avanguardia per la memoria audiovisiva»

Sul settimanale svizzero Azione, due interviste che ho avuto il piacere di fare in merito al restauro dei film di un tempo.

Non servono iscrizioni ed è gratuito. Per leggere con comodità, basta seguire i link ai due articoli.

Intervista a Giona A. Nazzaro

Intervista a Markus Duffner

Il viaggio di Sebastião Salgado tra le ferite del pianeta

“L’editore e curatore Roberto Koch, attraverso inedite curiosità, ricorda il fotografo brasiliano da poco scomparso come uomo profondamente laico, razionale, con un’etica dello sguardo quasi scientifica, seppur intensamente empatica”.


Nel settimanale “Azione” si trova la mia intervista a Koch (che ringrazio) su Salgado.
Il testo può essere letto attraverso questo link. (Inizia con il box, poi arriva l’intervista), oppure scrollando verso il basso.

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Confessioni di un ebreo ossessionato dal sesso

“Indignazioni e rigurgiti di decoro a parte, molti lettori, come detto, esprimono perplessità soprattutto riguardo alla decisione di modificare il titolo originale, e ancor prima in molti non capiscono per quale ragione Adelphi abbia acquisito i diritti delle opere di Philip Roth, essendo un autore ormai assodato in Italia. “

Perché uno dovrebbe comperare questa opera se ha già la versione precedente e in merito alla traduzione? In verità, altrove (io avevo purtroppo limiti di spazio) è stato detto che il target non si appoggia sugli affezionati di Roth, ma su chi ne è ancora a digiuno e, di Roth, ha sentito solo il riverbero polemico, creandosi un’idea della sua produzione letteraria che non gli rende onore. La questione della traduzione ha più che fare con lo “svecchiamento” del testo, diciamo così. Quindi il punto “cruciale” non è la traduzione fine a sé stessa, ma l’operazione di recupero di un autore che – verso chi (mica tutti, ovvio) non lo conosce – ha un’aurea “negativa”.

Nel settimanale “Azione”, per le pagine culturali, è uscita questa mia nota sulla riedizione adelphiana di “Portnoy” di Philip Roth. Qui il link (gratuito senza richiesta di iscrizione).

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