Storie di amicizie profonde

La Fondazione Pierre Gianadda di Martigny, oltre a ospitare un bel museo permanente di auto d’epoca, espone fino al 20 novembre la «Collezione Szafran» composta da 226 fotografie del grande Henri Cartier-Bresson

Definito «L’occhio del Novecento», ma anche «Il genio della composizione», documentò la morte di Gandhi e gli ultimi giorni del Partito Nazionalista Cinese a Pechino, durante la loro guerra civile; viaggiò armato di macchina fotografica dalla Francia all’Africa, e poi Spagna, Europa dell’Est, Italia, Messico, Stati Uniti, India, Russia, Cuba…  

Ho avuto il piacere di visitare la Fondazione Pierre Gianadda di Martigny proprio ora che esibisce la «Collezione Szafran» composta da 226 fotografie di Henri Cartier-Bresson; ne ho scritto su Azione, e ripropongo qui le mie considerazione in quanto non mi riesce di suddividere la letteratura dalla fotografia. La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito).

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Al confine di una folle immaginazione

«Cercate Fatima Ribeiro! L’indagine per ritrovare una ragazza scomparsa nella rete criminale della tratta» di Matteo Beltrami

Ho letto, e pure presentato di recente, il libro di Matteo Beltrami, autore di «Cercate Fatima Ribeiro!» (Edizioni Ulivo, 2022), scrivendone poi su LaRivista di Bellinzona.

Per correttezza, dato che la rivista è in vendita e può essere ordinata attraverso il sito del mensile, pubblicherò il contenuto solo fra un mesetto, per chi non è della zona.

Ringrazio di nuovo Nick!

Fuga, libertà e randagismo

«L’anno dell’amore» e «Confessione di un cane a mezzogiorno» di Paul Nizon
e «Paul Nizon, der Nagel im Kopf (Paul Nizon, un chiodo in testa)» di Christoph Kühn

 «Nizon può essere senza dubbi considerato, dopo Frisch e Dürrenmatt, il più grande scrittore svizzero di lingua tedesca degli ultimi cinquanta-sessant’anni. In Francia, dove vive dal 1977, è diventato famosissimo, a conferma della sua caratura internazionale, già convalidata da una ventina di premi letterari (tra i quali anche il Gran Premio della Letteratura Svizzera del 2014).

Come può, dunque, non essere conosciuto in Ticino al pari dei suoi citati colleghi? Resta un mistero anche la ragione per cui l’editoria italiana non sia stata in grado di riconoscere la forza della sua scrittura, e lo dimostra l’assenza di traduzione delle sue successive opere.»

Sono molto onorata di veder pubblicato sulla rivista cinematografica Cinemany (ediz. n. 35) il mio articolo-recensione su Paul Nizon, grande autore svizzero, poco conosciuto dai lettori italofoni, che si è raccontato nel docufilm di Christoph Kühn.

Ringrazio, perciò, il caro amico Nick.

Per correttezza, dato che la rivista è in vendita e può essere ordinata attraverso il sito della rivista bimestrale, non pubblico il contenuto, che mi riservo di inserire fra un paio di mesi.

Bibliografia e filmografia: 
Paul Nizon, L’anno dell’amore, romanzo, traduzione di Silvia Brunelli, Firenze, Marco Nardi editore, 1993;
Paul Nizon, Confessione di un cane a mezzogiorno, traduzione italiana di alcuni estratti dal romanzo Cane (mai tradotto integralmente), a cura di Mattia Mantovani, pubblicati nella rivista letteraria «Idra» (anno X, n. 20), pagine 133-168;
Christoph Kühn, Paul Nizon, der Nagel im Kopf (Paul Nizon, un chiodo in testa), docufilm, co-produzione tra Ventura Film SA e RSI Radiotelevisione Svizzera italiana, distribuito da Filmcoopi (CH), 2020

«Scritture e Scrittori» alla Dante Alighieri di Ginevra

GINEVRA\ aise\ – Per la serie «Scritture e Scrittori»,
venerdì 14 ottobre, alle ore 18:30,
il Comitato di Ginevra della Dante Alighieri 
ospiterà una conversazione a due voci
con Manuela Mazzi e Sabrina Caregnato.

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Secondo il rapporto ISTAT pre-pandemia (cioè basato sulle cifre del 2019) in Italia vengono pubblicati in media 237 libri al giorno di cui due terzi sono novità. Una cifra esorbitante soprattutto se si considera che soltanto il 40% delle persone, di 6 anni e più, leggono almeno un libro all’anno. I dati non sono certo incoraggianti per chi vorrebbe fare lo scrittore come mestiere. In realtà però scrivere è anche e forse soprattutto una passione: ma come nasce la voglia di scrivere e quindi di leggere, giacché queste due arti sono strettamente connesse? E soprattutto si può imparare a diventare scrittori o comunque lettori più accurati? Ce ne parlano due autrici di lingua italiana: Manuela Mazzi e Sabrina Caregnato.


Partendo dal pamphlet “Tutti scrittori! Come difendersi dai corsi di scrittura creativa”, appena uscito con la Prospero Editore (Novate Milanese), l’autrice Manuela Mazzi e Sabrina Caregnato intavoleranno una chiacchierata sul tema dello scrivere e dell’imparare.

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Il Principe è… nudo

«Il Principe» di Niccolò Machiavelli

De «Il Principe» di Niccolò Machiavelli avevo sentito parlare spesso. Mi aspettavo qualcosa di complicato, anzi, di più: mi aspettavo ragionamenti arzigogolati (non so per quale ragione ma questo credevo significasse l’aggettivo machiavellico; so di altri che credevano significasse invece «divertente, giocoso, scherzoso») con mia sorpresa è, al contrario, qualcosa di serio, sì, ragionato, pure, ma non così stravagante: è solo un sunto di «strategia di base», di raffinata intelligenza sociale. Un libretto che concentra una buona dose di spunti per condizionare il proprio successo attraverso l’alterazione della realtà, conseguibile con una precisa costruzione della propria immagine apparente a dispetto del proprio atteggiamento fattuale; unica scivolata: la maschilistica visione della fortuna, quale unico marcatore temporale (lingua a parte) a non aver retto i secoli: si parla infatti di un testo pubblicato la prima volta nel 1532.
Vi dirò: mi sono tanto divertita a leggere questo libriccino.

LA TRAMA
C’è quest’autore, politico, storico, e filosofo a modo suo che – scocciato dalla situazione in cui versa l’Italia (in balia di francesi, spagnoli, e svizzeri al soldo dei primi) – per risolvere la faccenda una volta per tutte ha pensato bene di scrivere ai potenti consigliando loro come fare per riprendere potere e poi tenerselo. Circa. Il libretto comprende in effetti un’introduzione, alla quale fanno seguito diversi capitoli che trattano la questione sotto più punti di vista portando esempi concreti di quei tempi, per chiudere con un’esortazione a darsi una mossa. Ogni scheda continente suggerimenti pratici su come diventare padri e padroni, grazie alla diplomatica arte della manipolazione, che prevede peraltro la tacita complicità di un popolo mantenuto sciocco, per non dir di peggio.

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