Postmoderno, labirintico, citazionista, metaletterario…

«Finzioni» di Jorge Luis Borges

Postmoderno, labirintico, citazionista, metaletterario, per alcuni persino politico e religioso.

«Buckley non crede in Dio, ma vuole dimostrare al Dio non esistente che gli uomini mortali sono capaci di concepire un mondo».

In effetti, «Finzioni» di Jorge Luis Borges (per la traduzione di Franco Lucentini) contiene mondi interi in poche pagine, a dire il vero, che compongono non un romanzo ma nemmeno una vera raccolta di racconti, bensì un libro dei libri, che in recensioni più autorevoli talvolta definiscono palinsesto. Io non so molto che cosa aggiungere al prologo dell’autore e alla ricca postfazione di Antonio Melis, «Un labirinto che conduce al sud», però provo a dirne passando attraverso l’esperienza di lettura che ne ho fatta.

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Un’autobiografia a quattro mani

«Autobiografia di Alice Toklas» di Gertrude Stein

Ho l’edizione einaudiana con la traduzione di Cesare Pavese e l’interessante e utile introduzione di Richard Bridgman. Non mi è dato a sapere il contenuto degli altri volumi, ma in questo si trova anche la cronologia della vita di Gertrude Stein dal 1864 al 1967. Diciamolo subito: mi piace come è scritto, la lingua usata. Trovo naturalmente affascinante la vita piena di incontri di queste due donne. Ma – come credo sia per tutti – a incantarmi è il gioco narrativo del falso genere: in quanto autobiografia avrebbe dovuto essere scritto da Alice Toklas, altrimenti sarebbe dovuto essere definito «biografia». Da qui il gioco narrativo. E chissà quale sia la verità: l’introduzione getta infatti altri dubbi rafforzando il gioco, come se ce ne fosse il bisogno. Così che difficilmente ci si rende conto di chi ha davvero scritto queste pagine. Essendo le due donne anche compagne di vita io non ho dubbi che inevitabilmente sia stata scritta da entrambe. Così come si conclude il ritratto che la Stein fece di Alice (chiamandola Ada): «Tremare era tutto vivere, vivere era tutto amare, una allora era l’altra» (Geography and Pays, p. 16; e Yale Collection of American Literature). Convinzione che non mi toglie comunque il gusto della lettura. Anzi: mi piace immaginare la Toklas molto più eroica di quanto non va trapelare.

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Un giallo a più mani

Manuela Mazzi*

terrà un laboratorio di scrittura narrativa

aperto a tutti

9 incontri

Autunno/Inverno 2023/2024


(Cliccare per scaricare IL VOLANTINO)


La Photo Ma.Ma. Edition di Minusio propone il laboratorio di scrittura creativa aperto a tutti: Un giallo a più mani. Tra i temi: la costruzione dell’intreccio narrativo, i narratori, il montaggio, la lingua, i personaggi, le ambientazioni, eccetera. Si lavorerà a un progetto che ha per scopo primario l’apprendimento di nozioni narrative, e come scopo secondario la realizzazione di un giallo di 15-25mila battute entro il mese di marzo del 2024. Il o i racconti parteciperanno a un concorso letterario, come collettivo e/o a titolo individuale.

Il laboratorio si svolgerà nell’arco di 9 incontri per un totale di 17 h. e 1/2 di laboratorio/lezioni, 4 ravvicinati e 5 a distanza per la verifica del lavoro in corso; prevede una minima parte teorica, e ampio spazio riservato alla pratica laboratoriale.

In sintesi
Duratadal 7 ottobre 2023 al 10 febbraio 2024
Frequenza9 incontri
Ore complessive17 h. 1/2
Modalitàin presenza
Docente: Manuela Mazzi
Numero minimo/massimo di partecipanti4/10
Quota d’iscrizione (senza sconti)20.- franchi all’ora350.- franchi complessivi
Accessolibero, senza selezione

Si torna a Cento per parlare di Kathmandu e non solo

Appuntamento per SABATO 29 aprile 2023 a partire dalle 16:00, nella Sala Zarri di Palazzo del Governatore a Cento (Ferrara).

A vent’anni dalla stesura del mio primissimo romanzo (scritto per primo, nel 2003, anche se pubblicato per secondo, nel 2006), torno a parlarne a Cento. Il titolo è: Un caffè a Kathmandu.

Sarà l’occasione per tornare in Nepal, nei ricordi, ripensando ai primi passi di Apeiron, ma – a distanza di tanti anni (e da mie precedenti presentazioni, di tanto tempo fa, proprio a Cento), – dicevo, sarà pure l’occasione per ripercorrere le tappe della mia scrittura, da quell’esordio a oggi. Non mancherò di spendere infatti qualche parola anche in merito al Breve trattato sui picchiatori nella Svizzera italiana degli anni Ottanta, e, se andrà come deve, verrà letto il mio ultimo racconto, Un modo per salire si trova sempre pubblicato nell’antologia La terra inesplorata delle donne, uscita da poco. E magari, perché no?, parlerò anche di Tutti scrittori! Come difendersi dai corsi di scrittura creativa

Intanto ringrazio l’energica e vulcanica Paola Nicoli e Petra Crociati di Apeiron.