Confessioni di un ebreo ossessionato dal sesso

“Indignazioni e rigurgiti di decoro a parte, molti lettori, come detto, esprimono perplessità soprattutto riguardo alla decisione di modificare il titolo originale, e ancor prima in molti non capiscono per quale ragione Adelphi abbia acquisito i diritti delle opere di Philip Roth, essendo un autore ormai assodato in Italia. “

Perché uno dovrebbe comperare questa opera se ha già la versione precedente e in merito alla traduzione? In verità, altrove (io avevo purtroppo limiti di spazio) è stato detto che il target non si appoggia sugli affezionati di Roth, ma su chi ne è ancora a digiuno e, di Roth, ha sentito solo il riverbero polemico, creandosi un’idea della sua produzione letteraria che non gli rende onore. La questione della traduzione ha più che fare con lo “svecchiamento” del testo, diciamo così. Quindi il punto “cruciale” non è la traduzione fine a sé stessa, ma l’operazione di recupero di un autore che – verso chi (mica tutti, ovvio) non lo conosce – ha un’aurea “negativa”.

Nel settimanale “Azione”, per le pagine culturali, è uscita questa mia nota sulla riedizione adelphiana di “Portnoy” di Philip Roth. Qui il link (gratuito senza richiesta di iscrizione).

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L’esuberanza di un mondo libero dal professionismo

«Vite brevi di tennisti eminenti» di Matteo Codignola

«Un mondo picaresco tramontato da oltre mezzo secolo, che l’autore appassionato racconta con educata ironia»

Ho letto il libro di Matteo Codignola, Vite brevi di tennisti eminenti (Adelphi, 2018), e ne ho scritto su Azione. La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova scrollando verso il basso oppure online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito).

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