Una favola sarcastica e cruda

«La fattoria degli animali» di George Orwell

Allegorico, lo è per forza. Ma non per forza deve rimanere legato a contesto storico (la nascita dello stalinismo) che ispirò George Orwell. Parlo del romanzo La fattoria degli animali.

Una favola sarcastica e cruda, del ‘45, che ha avuto una tenuta nel tempo straordinaria, travalicando il contesto per manifestarsi oggi forse ancora più di ieri come portatrice di verità antropologiche. Uomini e donne nella società. Sono tra le letture che prediligo. È molto molto smascherato, il tutto, ma non per questo meno efficace o privo di secondi livelli di lettura. Laddove le allegorie talvolta sono un filo troppo prevedibili (e giudicanti) – che i maiali saliti al potere inizino a farsi i loro “porci comodi”, beh, via, non serve a dirlo, ma non infastidisce: semplicemente stimola l’interpretazione nell’immediato e facilita la decodifica – dall’altra, la relazione con quelle bestie di esseri umani, rivela un rispetto compassionevole e una comprensione inattese, che passa molto in secondo piano perché lo sguardo si concentra sugli animali della fattoria.

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«La letteratura è una bugia»

«La parte di Malvasia» di Gilda Policastro

«La violenza maggiore sulle donne e sulle creature, nel libro, è la morte, ma prima ancora la malattia, o anche solo l’invecchiamento.»

Ho letto La parte di Malvasia di Gilda Policastro (La nave di Teseo Editore, 2021) e sono lusingata per l’intervista che l’autrice mi ha concesso; ne ho scritto su Azione. La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova scrollando verso il basso oppure online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito).

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Picchiatori al Caffè letterario di ChiassoTV

VIDEO-PRESENTAZIONE

La videochiacchierata si trova su YouTube: https://youtu.be/2cLCYOOBc9U

«Uno spoof che ha tratto in inganno una buona parte di lettori».

Ringrazio soprattutto Sergej Roic´ per avermi invitata come ospite Al Caffè Letterario, e Giacomo Morandi di Chiasso Tv; l’intervista in merito al Breve trattato sui picchiatori nella Svizzera italiana degli anni Ottanta è stata caricata il 13 luglio 2022.

Imbarcandosi nella vita

«Sotto il cielo del mondo» di Flavio Stroppini

«Pensai alle tempeste in mare, a quanto debbano fare paura a un uomo di montagna. Pensai al padre che non avevo mai conosciuto, se non per qualche cartolina inviata dagli angoli più lontani del mondo e con parole sempre uguali: saluti, papà».

Ho letto Sotto il cielo del mondo di Flavio Stroppini (Gabriele Capelli Editore, 2019) e ne ho scritto su Azione. La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova scrollando verso il basso oppure online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito).

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Pensieri più che corpi

«Due vite» di Emanuele Trevi

«Due vite» di Emanuele Trevi, che potevano essere anche tre, ha vinto il Premio Strega di quest’anno e, come pare essere la tendenza più letteraria di questi tempi, ha poco o nulla del romanzo romanzesco. Anzi, di questa, più che di altre opere mi viene da dire che sembra in tutto e per tutto un saggio narrativo: una bi-bio- autobiografia, e anche molto metaletteraria.

Non c’è trama. L’autore si fa narratore interno assumendo parte del ruolo di personaggio che interagisce con le «due vite» di altrettanti autori: Pia Pera e Rocco Carbone, dei quali non ho avuto piacere fino a oggi di leggere alcun libro. Ed è stato forse quest’ultimo fattore a determinare un mio minor coinvolgimento rispetto ad altre letture. Un contenuto che mi pare abbia invece molto convinto chi della Repubblica delle lettere ha probabilmente percorso pezzi di strada con loro, o che comunque ha avuto modo di incrociarli sulla via. Un lettore che non conosca almeno le opere di Pia e Rocco, e che manco si immagina come fossero fisicamente (per me Pia doveva essere piccolina e Rocco, un gigante) potrebbe rischiare di conservare poco o niente di questo testo a copertina chiusa; l’unica immagine che è rimasta a me, forse, è quella dell’incidente stradale di Rocco, e anche questa è frammentata.

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