Feuilleton svizzero italiano

I racconti del Corriere del Ticino

Colazione a km 0

Giovedì 18 luglio 2024
Matinée alla Biblioteca cantonale di LUGANO
a partire dalle 9:00

Giovedì 18 luglio, durante una delle belle e classiche e fresche matinée organizzate sulla sponda luganese del Ceresio, si torna a parlare di scrittura del territorio alla Biblioteca cantonale di Lugano, grazie al progetto «Uno scrittore, una città» ormai da poco giunto al termine con la pubblicazione di ben 13 racconti di altrettanti autori locali, su La Domenica del Corriere del Ticino. L’incontro ha per titolo: Feuilleton svizzero italiano. I racconti del Corriere del Ticino

Presente, sarà ovviamente l’ideatore del progetto letterario, Andrea Bertagni; suo il compito di spiegare soprattutto le ragioni per cui ha scelto di dedicare alcune pagine del settimanale non ad articoli ma a testi di altra natura, e principalmente narrativa-letteraria. Ospiti dell’incontro, saranno anche due dei tredici autori partecipanti, ovvero Dario Galimberti (con un racconto su Lugano) e Manuela Mazzi (con un racconto su Locarno), che spenderanno qualche parola sui loro testi.

Gli interventi saranno intervallati dalla voce di Margherita Saltamacchia, attrice di prosa e doppiatrice radiofonica, che leggerà i racconti citati.

Modera l’incontro, il padrone di casa, Stefano Vassere, direttore delle Biblioteche cantonali e del Sistema bibliotecario ticinese.

Alla fine della mattinata saranno offerti caffè, cornetti, succo di arancia… per trascorrere assieme un momento più conviviale e informale.

MAGGIOR DETTAGLI SEGUENDO QUESTO LINK:
https://scritturaenarrazione.wordpress.com/eventi-letterari/due-scrittori-due-citta/

A volo di merlo sulla città del pardo

Pubblico qui di seguito il testo scritto da me per la serie “Una città, uno scrittore” del Corriere del Ticino.

(Manuela Mazzi, La Domenica, CdT,  26.3.23)

Locarno invetriata. Il cristallo zigrinato si mostra come un quadro appeso alla parete sul retro del Kursaal; il nostro Kursaal, negli anni manomesso e ormai ritenuto indegno di protezione, ma in ogni tempo molto amato dai locarnesi che pure ne difendono le considerevoli aggiunte posticce; il nostro Kursaal, l’unico edificio incastonato tra i due parchi storici: il Pioda, con la Bagnante del Rossi – il Remo – a lavarsi i piedi più che le mani; e il Rusca con il suo stanco toro, sempre del Rossi, simbolo dei borghesi locali, ormai messo in ginocchio dalle cavalcate fotografiche dei numerosi passanti.

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Un autore, una città su La Domenica del CdT

Ringrazio il Corriere del Ticino e Andrea Bertagni che ha ideato e cura la bella rubrica “Un autore, una Città”. A me è stato chiesto di scrivere su Locarno, e l’ho fatto dunque svestendo i panni della giornalista per indossare quelli della “scrittrice”. Il testo è stato pubblicato oggi su “La Domenica” del CdT che – per chi non lo sapesse – è un settimanale gratuito che si prende dalle ex cassette del fu “Il Caffè”. Nei prossimi giorni sarà possibile trovare “La Domenica” presso le filiali della Migros.
Settimana prossima condividerò il testo in modo da poterlo leggere anche fuori dai confini ticinesi.

«Ci sono tre regole per scrivere un romanzo. Sfortunatamente, nessuno sa quali siano» (Maugham)

«Mazzi è al contempo: brillante, disillusa, poi di nuovo illusa, consapevole, feroce, ben provvista di blandizie, sul pezzo, decisa a imparare, decisa a insegnare, vivace, comprensiva, forte con i forti, debole con i deboli e, alla fine, riconoscente a tutti quei corsi che, magari anche sbandando, le hanno permesso (come a tanti altri) di focalizzarsi sul punto necessario ad ogni scrittore che voglia definirsi tale.»

Ringrazio Sergio Roic, che stimo in quanto critico, ma anche e soprattutto come scrittore, per le belle parole spese sul “Corriere del Ticino” a favore del mio ultimo pamphlet Tutti scrittori! Come difendersi dai corsi di scrittura creativa.

Picchiatori a nudo su La1

Mercoledì, 5 maggio, dalle 12.45 alle 13.30, nello studio di Filo_diretto de La1 – Rsi, si parlerà del Breve trattato sui picchiatori nella Svizzera italiana degli anni Ottanta con tre ospiti, tra i quali l’autrice, che sarei io, Ma.Ma., Giulio Mozzi in videocollegamento, editor e curatore della collana ‘fremen’ di Laurana Editore, e Andrea Jacot-Descombes, antropologo. Per questa opportunità ringrazio Roberta Nicolò. (Se interessa, si può rivedere la trasmissione anche QUI).


Nel frattempo segnalo i nuovi articoli usciti negli scorsi giorni.

«Sembra difficile immaginare che in un paese così 
'ordinato e tranquillo, dove si sta bene' come la Svizzera, 
ci fossero delle bande agguerrite sparse sia nelle aree metropolitane 
che nelle periferie. Leggere per credere: 
nel libro si racconta di capibranco, gregari, picchiatori liberi e gang».
                                                                             
                                                            (Rossana Cacace, direttrice del Corriere dell'italianità)

Il primo è comparso sul Corriere dell’italianità; il secondo sul Corriere del Ticino; il terzo è un’intervista su Pangea; e infine, oggi è comparso un articolo sull’Illustrazione ticinese.

«Il libro, scritto in forma di trattato, è divertente e aneddotico 
e si legge col sorriso sulle labbra (...) A una distanza di trent'anni 
e i relativi costi fisici subiti dalle vittime, il tutto assume 
le sembianze di un gioco, magari pericoloso. Fu vera gloria? 
Probabilmente no, anche se la vita un po' fracassona 
della nostra giovinezza ci appare sempre più piacevole di quella 
che fu nella realtà. In ogni caso, eravamo vivi e vegeti, perbacco!». 

                                                                                                   (Sergio Roic, Corriere del Ticino)

Come dicevo, uscito il 25 marzo, il Breve trattato sui picchiatori nella Svizzera italiana degli anni Ottanta si è inserito inaspettatamente all’interno di un filone della cronaca che lo ha portato alla ribalta, in quanto tema d’attualità. E lo conferma anche Natascha Fioretti sull’Illustrazione Ticinese dicendo che: «In un certo senso il trattato di Manuela Mazzi non poteva trovare momento più opportuno di questa pandemia per uscire».

 «Ogni tanto mi capita di essere d’accordo con Giulio Mozzi. 
Per esempio, quando descrive la scrittrice 
Manuela Mazzi come una persona “empatica, altruista 
e dotata di un’intelligenza straordinariamente prensile”. 
O quando dice che il suo strano oggetto – non so come chiamarlo 
e tra poco vi spiegherò perché – merita di essere accostato 
a certe Vite di Giuseppe Pontiggia o Ermanno Cavazzoni 
e ha un titolo, Breve trattato sui picchiatori 
nella Svizzera italiana degli anni Ottanta che è “settecentescamente spropositato”.» 
                                                                                                                     
                                                                                  (Francesco Consiglio per Pangea)

Prima di questi, sono apparsi: il servizio su il Quotidiano, l’articolo nell’Azione e il notiziario della Rsi-Radio, quindi due pagine d’approfondimento ne La Regione, un’intervista su 20minuti e Tio, e sono andate in onda due trasmissioni radiofoniche sempre per la Rsi: Diderot – Le voci dell’attualità e UnoOggi (prima parte della mattinata, e a seguire, nella seconda parte) .

E io continuo a ringraziare per tanta attenzione.


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