Si torna a Lugano

Anche gli scrittori sudano

(IIa edizione – Lugano)

Inverno 2024/2025 (10 incontri)

Palestra intensiva
per aspiranti narratori e i loro racconti


con l’autrice e giornalista ticinese

Manuela Mazzi*

Laboratorio di scrittura
aperto a tutti


(Cliccare per scaricare IL VOLANTINO)


In sintesi

Duratadal 18 novembre 2024 al 10 febbraio 2025
Frequenza10 incontri
Ore complessive10
Modalità: in presenza
Docente: Manuela Mazzi
Numero minimo/massimo di partecipanti5
Quota d’iscrizione250.- franchi complessivi
Accesso: libero, senza selezione
Tipo di corso: laboratorio pratico (workshop), lavoro sui testi dei partecipanti
Obiettivi/Vantaggi: miglioramento delle capacità di scrittura, ricezione di feedback e networking con altri scrittori


La Photo Ma.Ma. Edition di Minusio organizza il laboratorio di scrittura creativa (o narrativa): Anche gli scrittori sudano. Il corso prevede 10 incontri e, pur essendo aperto a tutti, è riservato a soli 5 partecipanti. La proposta rientra nel contesto della formazione di base per la scrittura creativa (o narrativa) ma pure documentaristica, e adotta un format laboratoriale concentrato (ogni incontro dura solo un’ora) ed esclusivo, dato il ristretto numero di iscritti ammessi (se le candidature superassero tale limite, non si agiranno selezioni sulla base dei testi forniti, ma si accoglieranno i primi arrivati).

Durante gli incontri – 10 lunedì sera che avranno luogo nella sala Polifunzionale della Biblioteca cantonale di Lugano – si lavorerà sui testi dei partecipanti in piena condivisione, trasformando il corso in un vero e proprio banco di prova per i propri scritti.

Il laboratorio prevede infatti solo pratica (con pillole di teoria concentrata). Lo scopo è quello di mettere in discussione i racconti prodotti dai partecipanti, così da evidenziare i punti di forza e quelli più deboli con suggerimenti per migliorarli. Questo tipo di esercizio permetterà alla docente di introdurre e spiegare quei principi narratologici (o giornalistici, eccetera) che fanno parte del sapere utile a ogni aspirante autore. Tra questi: la costruzione dell’intreccio narrativo, i narratori, il montaggio, la lingua, i personaggi, le ambientazioni, ma anche gli incipit, lo sviluppo cronologico (con le sue variazioni), fonti e ricerche, eccetera.

I candidati dovranno far pervenire il loro testo (massimo 5555 battute, spazi compresi) che non deve sottostare ad altre limitazioni (sebbene non si accolgano poesie). Tema e genere, sono liberi: dal giallo al noir, dal romance al memoir, dallo storico al documentaristico, dall’avventuroso all’articolo di giornale…

Date e orari (10 incontri)

Gli incontri si terranno sempre di lunedì, dalle 18.00 alle 19:00, nelle seguenti date.

18.11.2024
25.11.2024
02.12.2024
09.12.2024
16.12.2024

Pausa natalizia per permettere la sistemazione dei testi

13.01.2025
20.01.2025
27.01.2025
03.02.2025
10.02.2025

La mancata partecipazione a uno o più incontri non pregiudica l’apprendimento delle lezioni perse, dato che agli assenti sarà comunque comunicato il necessario.

La docente*

Manuela Mazzi (BP)

Manuela Mazzi* (1971) – giornalista di professione, si dedica alla scrittura narrativa dal 2003. In vent’anni di esperienza ha esplorato diversi generi letterari, arrivando a pubblicare una quindicina di libri. Il suo ultimo romanzo si intitola: Breve trattato sui picchiatori nella Svizzera italiana degli anni Ottanta.

Ha frequentato a Milano la Bottega di narrazione, nella sua forma originale (2015-2017), sotto la guida dello scrittore Giulio Mozzi; ha organizzato poi diversi laboratori a Locarno, affiancando lo stesso Giulio Mozzi negli ultimi proposti nel 2022. Dal 19 ottobre del 2017 al 31 maggio del 2018, Ma.Ma. ha pure frequentato il laboratorio di editing Apnea con Francesca de Lena.

Inoltre, ha collaborato con l’associazione Turba di Lugano, per organizzare il corso con Paolo Nori che ha portato alla pubblicazione del Repertorio dei matti del Cantone Ticino (primavera 2019, il libro è uscito nell’autunno dello stesso anno). Nel 2020, ha invece avuto luogo – sempre nel Locarnese con la Photo Ma.Ma. Edition e in collaborazione con TASI – il laboratorio di scrittura drammaturgica Scrivere con le pause con Vitaliano Trevisan.

Requisiti minimi

Il corso è dedicato a chi desidera fare un’esperienza di riflessione sulla scrittura. Non è richiesto alcun requisito speciale. È tuttavia utile avere un indirizzo di posta elettronica, e la possibilità di lavorare su un computer a casa per poter condividere i testi. I candidati dovranno infatti far pervenire un loro testo (massimo 5555 battute, spazi compresi) almeno due settimane prima dell’inizio del corso (per permettere anche agli altri partecipanti di leggere tutto). Tale testo non deve sottostare ad altre limitazioni (sebbene non si accolgano poesie). Tema e genere, sono liberi: dal giallo al noir, dal romance al memoir, dallo storico al documentaristico, dall’avventuroso all’articolo di giornale…

Costo

Prezzo totale del laboratorio è di:
250.- franchi  

Il saldo sarà dovuto entro l’11 novembre 2024.

A partire dal 1 novembre 2024 saranno trattenuti 100.- (fatta eccezione se il corso non sarà confermato); se il corso viene abbandonato dopo il 18 novembre 2024 – salvo per motivi gravi – la tassa sarà interamente dovuta.

Scadenza iscrizione
Per questioni organizzative le iscrizioni vanno inoltrate entro il 1 novembre 2024.

Numero minimo e massimo di partecipanti
Il corso avrà luogo solo con 5 partecipanti. (Se le candidature superassero tale limite, non si agiranno selezioni sulla base dei testi forniti, ma si accoglieranno i primi arrivati).

Come iscriversi
Inviare Nome, Cognome, Via, Cap, Località (Provincia o Cantone), N° di telefono, età, precisando se si tratta di una pre-iscrizione da confermarsi o di una effettiva iscrizione (controllare nella spam perché sarà inviata una risposta nel giro di al massimo un paio di giorni) a:

photomamaedition@hotmail.com

Photo Ma.Ma. Edition
casella postale 67
6648 Minusio / TI – Svizzera

o a Manuela Mazzimmazzi@hotmail.com

Sede del corso

Biblioteca cantonale di Lugano
“Sala Polifunzionale / Piano -1”
Viale Carlo Cattaneo 6
6901 Lugano / Ticino

Autobus linee 2, 3 – Fermata Palazzo Studi


Consiglio di lettura in attesa del Laboratorio

Cliccando sul seguente link si raggiunge la pagina dedicata al volumetto intitolato tutti scrittori! come difendersi dai corsi di scrittura creativa che Manuela Mazzi ha scritto proprio grazie all’esperienza maturata durante i corsi di scrittura da lei frequentati negli ultimi 8 anni. (2022, Prospero Editore)

Corsi di scrittura a Lugano

La Photo Ma.Ma. Edition raddoppia la proposta invernale-primaverile del prossimo anno creando due corsi di scrittura creativa (narrativa) distinti, nel centro di Lugano:

  1. ANCHE GLI SCRITTORI SUDANO (Cliccare per scaricare IL VOLANTINO)
  2. DAL GIALLO AL NERO (Cliccare per scaricare IL VOLANTINO)

Palestra intensiva per aspiranti narratori e i loro racconti

ANCHE GLI SCRITTORI SUDANO

In sintesi

Duratadal 29 gennaio al 15 aprile 2024
Frequenza10 incontri
Ore complessive10
Modalitàin presenza
Docente: Manuela Mazzi
Numero minimo/massimo di partecipanti5
Quota d’iscrizione250.- franchi complessivi
Accesso: libero, senza selezione
Tipo di corso: laboratorio pratico (workshop), lavoro sui testi dei partecipanti
Obiettivi/Vantaggi: miglioramento delle capacità di scrittura, ricezione di feedback e networking con altri scrittori


«Ordine e metodo» per aspiranti giallisti

DAL GIALLO AL NERO

In sintesi

Duratadal 2 marzo al 13 aprile 2024
Frequenza3 incontri
Ore complessive15
Modalitàin presenza
Docente: Manuela Mazzi
Numero minimo/massimo di partecipantimin. 5, max 9
Quota d’iscrizione350.- franchi complessivi (300.- per prenotazioni entro il 31.12.2023)
Accesso: libero, senza selezione
Tipo di corso: laboratorio teorico/pratico
Obiettivi/Vantaggi: apprendimento delle basi per la costruzione di un giallo (o di un suo sottogenere) e networking con altri scrittori

L’enfasi bugiarda

«Un visibile narrare» – 03

«Partendo non dalle immagini ma definendo o manipolando queste ultime attraverso la scelta delle parole, delle forme di scrittura, del ritmo delle frasi, possiamo migliorare anche i nostri registri linguistici pur applicando in modo proficuo le tante figure retoriche che abbiamo a disposizione».

È uscito oggi su «Azione» il terzo articolo che ho scritto sul tema Un visibile narrare. La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova scrollando verso il basso oppure online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito) a questo indirizzo!

SUL SITO
Un visibile narrare_01
Un visibile narrare_02
Un visibile narrare_03
Un visibile narrare_04
Un visibile narrare_05

SU AZIONE
Il primo articolo della serie si trova QUI!
Il secondo articolo della serie, QUI!
Il terzo articolo della serie, QUI!
Il quarto articolo della serie, QUI!
Il quinto articolo della serie, QUI!


Continua a leggere: L’enfasi bugiarda

L’enfasi inutile può essere una forzatura disonesta

Un visibile narrare – La consuetudine all’esaltazione delle banalità porta a una desensibilizzazione, tanto che per rendere speciale un’immagine occorrono figure retoriche sempre più spinte

/ 25/09/2023
Manuela Mazzi

«Tutto il mondo diventa “ugualmente bello”, senza distinzioni, se ammantato da quella luce lì». Così scrivevamo nel primo pezzo apparso su «Azione» del 17 gennaio 2022, per la rubrica «Un visibile narrare», serie che, sovrapponendo la fotografia e la scrittura come arti che condividono codici espressivi, suggerisce approcci diversi, per generare riflessioni circa il modo in cui fruiamo di immagini e testi.

Vale la pena tornare ancora una volta sull’alba, o sul tramonto, che a livello di immagini non portano il senso attribuito a loro dalle parole che li definiscono.

Per essere più chiari: è noto il portato di senso che va ad aggiungersi a queste due parole (un’evocazione non meno cliché dell’uso che se ne fa): banalmente l’alba ci rimanda alla nascita, il tramonto alla morte, tanto per rimanere sul semplice. Un portato che non può essere presente però nella fotografia. È infatti complicato capire a che ora sia stata scattata un’immagine (se di sera o di mattina) davanti a un paesaggio sospeso nel tempo, come lo sono tutti gli scatti che immortalano un pezzo di terra o di mare scuro e un pezzo di cielo giallo-arancio con al centro magari un cerchio «bruciato» (così nella fotografia si definisce l’eccesso di luce che rende alcune porzioni dell’immagine completamente bianche).

L’impossibilità di stabilire se è mattina o sera ci impedisce di attribuire alla fotografia il portato di senso extra che hanno le parole «alba» e «tramonto», a meno che non si giochi con la luce (molto chiara o molto scura, al di là dell’ora in cui scattiamo davvero la foto). Proprio per questa ragione, il bianco e nero potrebbe persino tornare di fondamentale aiuto. L’annullamento derivante da una forma che si esprime senza il colore, se da una parte rinuncia all’emozione facile, dall’altra si fa strumento più adatto per conferire all’immagine un senso altro, ad esempio drammatizzando, oppure enfatizzando il chiarore.

Comporre un’opera ci porta a interrogarci sulla resa che vogliamo per la stessa. Qualcuno a questo punto sarà rimasto inorridito dall’affermazione e starà stigmatizzando l’arte fatta a tavolino. Si potrebbe aprire una parentesi circa la consapevolezza dell’artista in contrapposizione alla spontaneità del gesto artistico. Ma anche in questo caso non ce la sentiamo di porli in competizione perché ci sembrano, di nuovo, due approcci diversi in quanto diversi sono i loro obiettivi. E contestualmente, ciò pur scivolando nel perimetro delle cosiddette opere letterarie: in un caso si agisce plasmando ad arte parole e forme, nell’altro si agisce per mezzo della propria espressione liberando parole e forme; chi offre maestria e il proprio sguardo sul mondo, chi invece offre sé stesso o l’espressione di sé come opera su cui appoggiare lo sguardo. Entrambi sono approcci onesti che producono, se lavorati senza artifici, opere altrettanto oneste.

La luce, si diceva, ha un fondamentale ruolo in una qualsiasi narrazione. È in particolare ciò che aumenta o diminuisce il carico di «emozioni» e, nella fotografia, senza di essa non esisterebbe alcuna immagine (letteralmente fotografia significa «scrivere con la luce»). Per tradurre la luce in una narrazione composta da parole, abbiamo a disposizione la retorica. Della quale si può fare buono o cattivo uso. Con la quale si crea tutto, bene o male. Grazie alla quale possiamo affinare la nostra voce, e se scrivessimo con un pennino, guiderebbe persino la nostra mano facendole fare gesta più calcate, con colate di inchiostro, o permettendole di svolazzare in leggeri ghirigori.

La retorica è per la scrittura ciò che la luce è nella fotografia, e dunque – per prendere di nuovo in prestito le parole di Cartier-Bresson (L’immaginario dal vero): «Niente baccano, e non intorbidare l’acqua prima di pescare. Mai fotoflash, per rispetto alla luce, anche quando non c’è, altrimenti un fotografo diventa insopportabilmente aggressivo». Così, l’eccesso di cattiva retorica: la luce artificiale, non adatta, invadente, che vuole forzare quella naturale è una manipolazione che rischia di compromettere il valore dello scatto. Così vale per la scrittura, anche se le enfatizzazioni, la drammatizzazione, la metafora azzardata, i colori accesi, i calci negli stinchi sembrino divenuti di moda, come se si giocasse a chi tira le sberle più forti.

Per fare un esempio concreto di quello che intendiamo, e rimanendo sempre sul tema dei tramonti, riportiamo questa descrizione tratta dal romanzo La straniera di Claudia Durastanti (La Nave di Teseo, 2019 – è, al di là di questa estrapolazione, un libro che abbiamo letto con piacere e che consigliamo): «Quando il sole tramonta in Basilicata, il cielo si tramuta in un polmone che espettora sangue, la luce fa tossire più che commuovere». Il romanzo, per chi non lo conoscesse, non è un giallo, non è manco un noir, non ha al suo interno nulla che possa rendere funzionale questa descrizione, che resta per l’appunto solo una descrizione (la protagonista sta rientrando a casa, nella sua terra, dopo un girovagare per il mondo).

Ebbene, oggi che si nota una sorta di assuefazione all’enfasi applicata anche alle banalità, pochi resteranno infastiditi da quella che a noi pare essere invece una forzatura, uno schiaffo, una drammatizzazione gratuita perché non utile ai fini della storia, che è come avere davanti agli occhi un’immagine ritoccata al computer dove i colori sono stati caricati di intensità e di contrasto fino a cancellarne qualsiasi sfumatura; e invece di far fare «oh!» – ai più sensibili – per un bel tramonto, fa venir su uno schifato «bleah!» perché negli occhi resta il volto di un morto di tisi dalla cui bocca cola sangue.

Ci siamo interrogati sulla ragione di questa scelta e la nostra ipotesi è che, proprio per fuggire al cliché del «bel tramonto», l’autrice abbia cercato di trasformarlo in altro, ottenendo tuttavia un effetto paradosso, non meno di quello che capita all’aspirante che cerchi di scrivere narrativa di genere «con la bella scrittura».

C’è modo, ma occorre o rinunciare al tramonto, oppure trovare soluzioni diverse, la migliore delle quali, si sarà capito forse a questo punto, potrebbe essere la semplicità, che di più onesta non se ne trova.

Partendo non dalle immagini ma definendo o manipolando queste ultime attraverso la scelta delle parole, delle forme di scrittura, del ritmo delle frasi, possiamo migliorare anche i nostri registri linguistici pur applicando in modo proficuo le tante figure retoriche che abbiamo a disposizione.

Un giallo a più mani

Manuela Mazzi*

terrà un laboratorio di scrittura narrativa

aperto a tutti

9 incontri

Autunno/Inverno 2023/2024


(Cliccare per scaricare IL VOLANTINO)


La Photo Ma.Ma. Edition di Minusio propone il laboratorio di scrittura creativa aperto a tutti: Un giallo a più mani. Tra i temi: la costruzione dell’intreccio narrativo, i narratori, il montaggio, la lingua, i personaggi, le ambientazioni, eccetera. Si lavorerà a un progetto che ha per scopo primario l’apprendimento di nozioni narrative, e come scopo secondario la realizzazione di un giallo di 15-25mila battute entro il mese di marzo del 2024. Il o i racconti parteciperanno a un concorso letterario, come collettivo e/o a titolo individuale.

Il laboratorio si svolgerà nell’arco di 9 incontri per un totale di 17 h. e 1/2 di laboratorio/lezioni, 4 ravvicinati e 5 a distanza per la verifica del lavoro in corso; prevede una minima parte teorica, e ampio spazio riservato alla pratica laboratoriale.

In sintesi
Duratadal 7 ottobre 2023 al 10 febbraio 2024
Frequenza9 incontri
Ore complessive17 h. 1/2
Modalitàin presenza
Docente: Manuela Mazzi
Numero minimo/massimo di partecipanti4/10
Quota d’iscrizione (senza sconti)20.- franchi all’ora350.- franchi complessivi
Accessolibero, senza selezione

I sensi della scrittura

Dalla fine di giugno terrò un laboratorio estivo di scrittura narrativa per giovani aspiranti scrittori.


(Cliccare per scaricare IL VOLANTINO)


La Photo Ma.Ma. Edition di Minusio torna a proporre un laboratorio di scrittura creativa, questa volta dedicandolo ai più giovani (dai 13/14 ai 18 anni). I sensi della scrittura si svolgerà nell’arco di 8 incontri per un totale di 16 ore di lezioni, e prevede una minima parte teorica, e ampio spazio riservato alla pratica laboratoriale, con osservazioni all’aperto, scrittura, confronti, e letture dei testi prodotti durante le esercitazioni, allo scopo di migliorare l’attenzione e lo sguardo sul mondo circostante, così da poterlo tradurre in parole, in un continuo dialogo tra i partecipanti e la docente.

Manuela Mazzi (foto BP)

In sintesi
Duratadal 28 giugno al 16 agosto 2023
Frequenza: 8 incontri di 2 h.
Ore complessive: 16
Modalità: in presenza
DocenteManuela Mazzi
Numero minimo/massimo di partecipanti: 4/10
Quota d’iscrizione (senza sconti): 320.- franchi complessivi
Accesso: libero, senza selezione