Non ho ceduto alla tentazione

«Oracolo manuale per scrittrici e scrittori» di Giulio Mozzi

Quale tentazione? Quella di leggere “L’oracolo manuale per scrittrici e scrittori” di Giulio Mozzi come fosse un manuale, invece di farlo come “oracolo”. Singolarità unica per un libro di consultazione divinatoria, dico, questa ambivalenza. Anzi, più che unica, quasi contraddittoria! Ed è questo il bello. Il gioco.

Lo so perché ne ho parecchi di questi gingilli: dal libro dei mutamenti I Ching, ai tarocchi, al noto libro delle risposte, ad altri oracoli non meno divertenti; ma nessuno di questi è da leggersi come un manuale (anche se vien la tentazione di sfogliarli prima così da individuare la risposta che si vuole, per poi sceglierla per caso…).

L’oracolo di Mozzi, invece, fa una doppia eccezione: 1. uno la risposta proprio non vuole saperla in anticipo (cioè non si pongono a questo libro domande con un carico di speranza, ma con curiosità, secondo me); 2. contiene consigli utili per chi scrive, che vanno “al di là del caso”.

Perché dunque non cedere alla tentazione? Perché a mio avviso perderebbe quella connotazione magica che mi piace tanto e che lo rende diverso da tutti gli altri manuali. Magico come può esserlo – so di camminare sulle uova 😉 – quella cosa che qualcuno chiama talento. Trema la sedia? Tranquilli: io credo che il talento sia più che altro una predisposizione genetica, diciamo così, e non davvero un catalizzatore di messaggi provenienti chissà da dove. Per questo il gioco regge. O in questo modo è bello “giocare” con questo manuale, che avendo tra le sue aspirazioni la caratteristica “divinatoria”, rientra di diritto in quel mondo là, un po’ impalpabile, dello sconosciuto. Ha insomma un destino segnato fatto di sovrannaturale. Potrebbe persino essere considerato, a mio avviso, più oracolo degli oracoli. Sebbene contenga pillole di esperienza condensata utili e per niente eterei, anzi direi molto pragmatici. 
A chi si rivolge? A tutti, via, ma in particolare ad autori o autrici bloccati sulla pagina bianca o incastrati in un dubbio o inciampati in una meccanicità strana o affamati di idee o tanto autolesionisti da essere in cerca di spine o stitici d’immaginazioni. 
E, incredibile ma vero, l’Oracolo manuale – avendo enunciato le sue prime ufficiali divinazioni profetiche, posso dirlo con fermezza – ha già dato grande prova di aderenza alla realtà, se così vogliamo dire, in somma: pare proprio che funzioni; l’Oracolo non mente! Anche perché è parso ovvio a tutti che il nostro la sappia sempre più lunga del consultante, e questa è la vera prova del nove. 
Addirittura, Oracolo alla mano, l’ultima profezia della prima presentazione alla quale ho assistito pare abbia sorpreso persino l’autore stesso. Autore, Giulio Mozzi, che “noi” – esercito di aspiranti scrittori che hanno avuto la fortuna di conoscerlo di persona – sappiamo essere già di suo un Oracolo in carne e ossa. In che senso? Anche in questo caso, niente di eccezionale – tranquilli – non sono una di quelle che gridano al miracolo, più semplicemente avendo lui qualche piccolo difetto di pronuncia vige spesso – almeno nel mio caso – la regola secondo cui non importa sempre davvero quello che dice, ma quello che uno riesce a capire!
Benvenuti nel mondo delle divinazioni.

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