A volo di merlo sulla città del pardo

Pubblico qui di seguito il testo scritto da me per la serie “Una città, uno scrittore” del Corriere del Ticino.

(Manuela Mazzi, La Domenica, CdT,  26.3.23)

Locarno invetriata. Il cristallo zigrinato si mostra come un quadro appeso alla parete sul retro del Kursaal; il nostro Kursaal, negli anni manomesso e ormai ritenuto indegno di protezione, ma in ogni tempo molto amato dai locarnesi che pure ne difendono le considerevoli aggiunte posticce; il nostro Kursaal, l’unico edificio incastonato tra i due parchi storici: il Pioda, con la Bagnante del Rossi – il Remo – a lavarsi i piedi più che le mani; e il Rusca con il suo stanco toro, sempre del Rossi, simbolo dei borghesi locali, ormai messo in ginocchio dalle cavalcate fotografiche dei numerosi passanti.

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Un autore, una città su La Domenica del CdT

Ringrazio il Corriere del Ticino e Andrea Bertagni che ha ideato e cura la bella rubrica “Un autore, una Città”. A me è stato chiesto di scrivere su Locarno, e l’ho fatto dunque svestendo i panni della giornalista per indossare quelli della “scrittrice”. Il testo è stato pubblicato oggi su “La Domenica” del CdT che – per chi non lo sapesse – è un settimanale gratuito che si prende dalle ex cassette del fu “Il Caffè”. Nei prossimi giorni sarà possibile trovare “La Domenica” presso le filiali della Migros.
Settimana prossima condividerò il testo in modo da poterlo leggere anche fuori dai confini ticinesi.

Mantova e la ragazza con il vestito di velluto rosso

«La mia città» di Antonio Moresco (con le illustrazioni di Giuliano Della Casa)

«La mia città affiora dall’acqua ed è circondata dall’acqua. (…) Vicinoalla mia casa c’era il Rio pieno di pesci gatto. E poi il buio, la notte. Quelle grandi case buie, di notte».

Ho letto «La mia città» di Antonio Moresco (con le illustrazioni di Giuliano Della Casa) e ne ho scritto su «Azione».

La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito).

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Io, me scimmia

«La terra inesplorata delle donne» a cura di Sara Durantini

Fra una settimana, a Roma!

Un modo per salire si trova sempre, così si intitola il racconto a mia firma contenuto nell’antologia ideata e curata da Sara Durantini, che ringrazio per avermi invitata a far parte di questo progetto (da pagina 55 a pagina 60).

La terra inesplorata delle donne (Dalia edizioni, Terni) – in uscita l’8 marzo, giorno della presentazione a Roma (vedi sotto) – è di fatto una raccolta di più voci, ma categoricamente tutte di autori donne (sì a qualcuno piace dire autrici, ma io ogni tanto sono tra gli altri), tredici per essere precisi (e che porti bene per una volta).

Chi segue questo sito, o un poco mi conosce, sa bene che il tema «al femminile» non è qualcosa che mi corrisponda. Non amo certa retorica, non mi ci riconosco, non sono una femminista, sono un’umanista, come dico spesso. E come tale riconosco la realtà dei fatti, nel bene e nel male al di là dei generi. Non amo i vittimismi. Stimo la ribellione.

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Dall’altra parte del Duomo, la dattilografa

«Milano non è Milano» di Aldo Nove

«A dire la verità, Milano (la città) faceva un po’ paura. / Era una cosa poco precisa. / Se ci andavi ne vedevi un poco. / Qualcosa. / Non era possibile vederla tutta. / Se ci tornavi era cambiata. / Ma non abbastanza da essere un’altra cosa. / Era sempre Milano. / Ci facevano i panettoni. / E c’era il Duomo. / E in cima al Duomo la Madonnina».

Ho letto Milano non è Milano di Aldo Nove e ne ho scritto su Azione.

La versione integrale del testo – per chi desidera leggerlo ma non ha accesso al cartaceo – si trova online (non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito).

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