Picchiatori e Scrittori a domicilio

In SINTESI:

Video-presentazione in diretta del Breve trattato sui picchiatori nella Svizzera italiana degli anni Ottanta: domani, martedì, 8 giugno. Dalle ore 13:00 (per tre quarti d’ora circa)

Basta cliccare sul seguente link di Facebook: https://fb.me/e/LV6EJc2T

Continua a leggere “Picchiatori e Scrittori a domicilio”

Picchiatori in libreria

«Questo è un racconto monumentale, 
come sempre è il ricordo 
della gioventù e dell’adolescenza selvatica».
(Ermanno Cavazzoni)

A distanza di sei anni dall’ultima pubblicazione,
domani, 25 marzo, arriva in tutte le librerie d’Italia e del Canton Ticino
il mio nuovo libro:

Breve trattato sui picchiatori
nella Svizzera italiana degli anni Ottanta

Continua a leggere “Picchiatori in libreria”

Vince il male

«Le ripetizioni» di Giulio Mozzi

“Le ripetizioni” atteso e quasi insperato romanzo di Giulio Mozzi è uscito ieri nelle librerie per l’editore Marsilio. Un libro pericoloso, un libro che mi ha fatto un sacco di male. Da qui, la bravura autoriale. Se uno scrittore può fare con le parole ciò che ha fatto Giulio Mozzi con me lettrice, deve per forza essere bravo, considerata la mia dichiarata incapacità di «emozionarmi» con la letteratura. E io glielo riconosco: ha scritto un romanzo pazzesco a pluriinneschi ritardati fattualmente devastanti. Questo romanzo è il male.

Non lo rileggerò.

LA TRAMA

C’è un uomo. Mario. Che è più uomini. Che è più voci. Che ha un suo modo di guardare e vedere la realtà e in particolare un suo rapporto conflittuale con i ricordi: Mario sostituisce la realtà con la finzione; trasforma finzioni in realtà, o possibili realtà. È un uomo che cerca di ricostruirsi attraverso il recupero di pezzi di storia e insegue relazioni emotive senza pathos, mai da protagonista, sempre da passivo. È un uomo con più vite, dissociato, spaesato. Un uomo che vive secondo ciò che gli viene fatto vivere. Un ospite del mondo. Un osservatore ed esecutore delle volontà altrui. Un cronista che riporta la sua partecipazione senza assumersi la responsabilità di farvi parte. Un narratore inaffidabile. È un uomo curioso. Che cerca di capire, mai giudicante. Un uomo molto dolce. Attento a non far male di sua iniziativa. Accudente. Altruista. A cui affidarsi. Gentile ed educato. Servizievole. Disponibile. Tanto. Ma soprattutto un uomo profondamente affascinato dal male, quello prodotto attorno a lui, e un uomo di così poca volontà da non riuscire né a rendersene conto né a ribellarsi a quell’attrazione che rimuove giorno dopo giorno. Un uomo che proprio per questo si troverà per tutto il romanzo confrontato con il male a più riprese, dal male della perdita, al male delinquenziale, a quello militaresco, sino alla totale perversione sessuale, e alla violenza estrema che qui sarà mostrata in tutta la sua carnalità.

Come accettare quella parte di sé che potrebbe farlo fuori, rimanendo nella realtà? Ma che cosa è vero? Sono veri i ricordi?, o sono falsi ricordi, ricostruzioni di storie, profumi… le fotografie, forse esistono solo le fotografie, anche se non combaciano con la memoria.

Continua a leggere “Vince il male”

Il fumo era grigio

È uscito a dicembre il numero 1 della rivista «Paper Club 1978» sul tema «Woman Celebration» per la casa editrice «AI magazine books» di Christina Magnanelli Weitensfelder, a cura di Marco Candida (che ringrazio per avermi coinvolta nel progetto).

Tra i racconti che vi compaiono, anche il mio testo che si intitola Il fumo era grigio.

(Le altre firme sono: Cynthia Collu; Eva Clesis; Elisa Eliselle Guidelli; Dunia Elfarouk; Sara Durantini; Paolo Galli; Andrea Malabaila; Marino Magliani; Paolo Ciampi; Danilo Arona; Angelo Marenzana)

Il mio racconto vuole celebrare la forza di una donna (una per tutte) che supera il proprio passato pur senza poterlo dimenticare, anzi, raccogliendolo e affrontandolo come si possono affrontare i fantasmi che ci restano attaccati addosso: con accoglienza e consapevolezza.

Questo l’incipit del racconto Il fumo era grigio:

«A venti ero ancora vergine. Sarebbe stato l’ultimo anno, anche se ancora non lo sapevo. I venti non sono come i diciotto. A diciotto una pensa cambi tutto e non cambia niente. A venti una pensa non cambi niente, e poi ci resti fregata, ché ti cambia tutto. I miei venti sono durati un anno, poi sono diventati quarantatré. Poi sette e il mondo si è risolto capovolgendosi. (...)»

(...Continua sulla rivista)

Trama, tensione, tenzone e tentazione

«Il diavolo a rovescio» di Sabrina Caregnato

«Ignorando qualsiasi regola di corte, Fadrì tagliò corto: “Messere, vi ringrazio di tante premure. Fate attenzione però: il troppo è nemico del bastevole. Mi auguro percepiate l’avviso, nel meridione siamo di parola e di fatti”».

Finalmente una storia «storia!» e di alto livello, in un romanzo peraltro storico. Non è un gioco di parole, bensì una sintesi che vuole sottolineare narratività e stile letterario, più che l’aderenza alla Storia con la famosa “S” maiuscola.

Di questi tempi letterari, dove si vocifera l’aleggiare di un “trauma dell’invenzione”, come se gli autori non riuscissero più ad attingere dall’immaginazione, ma solo dalla realtà, e dove il romanzo di genere tende a venir relegato dalla critica come opera di intrattenimento che avrebbe per questo minor dignità d’altre opere, «Il diavolo a rovescio» di Sabrina Caregnato è una ventata di ossigeno, dato che si presenta come opera di genere ma di alta qualità stilistica.

Continua a leggere “Trama, tensione, tenzone e tentazione”