Un viaggio intenso

«Curriculum Mortis» di Enrico Emanuelli

Ho letto Curriculum Mortis di Enrico Emanuelli dopo aver apprezzato l’articolo di Antonio Celano, pubblicato nella rubrica “Come sono fatti certi libri” su Vibrisse. 
Dico subito che mi è piaciuto molto. Ma anche che non ho capito tutto. Anzi, forse sono più le cose che non ho capito rispetto a quelle che mi sono parse chiare. Eppure, per una volta, non mi ha disturbato. Sarà perché dentro mi resta l’anima della viaggiatrice che sono stata per tanti anni. Sarà che molti luoghi descritti li vedo, ma soprattutto che gli ambienti, gli odori, le stranezze mi sono famigliari.

Ecco, questo libro a me pare essere scritto non tanto dal giornalista, e nemmeno dallo scrittore, ma da un viaggiatore di quelli veri. Di quelli che vivono il viaggio appartenendogli, lasciandosi guidare dal caso, pronti a scoprire quel che è, senza eccessive meraviglie ma lasciandosi sorprendere, laddove la sorpresa diventa apprendimento. Avrei voluto scriverlo io questo libro, mi piacerebbe tanto scriverne uno mio, uguale nella struttura, ma con i miei occhi. Perché anche la struttura mi è molto famigliare. Sono una sbrodolona, una che quando pensa a un’esperienza fatta o racconta un episodio, pur restando in tema, è capace di divagare mille volte.

Ecco, quest’altro modo di scrivere storie nelle storie, mi affascina almeno tanto quanto gli altri modi. Perché questo libro è fatto – anche lui – come le scatole cinesi: in quasi tutti i paragrafi del poemetto iniziale (composto da un susseguirsi di associazione di pensieri, che immagino qualcuno chiamerebbe “flusso di coscienza” a modo suo filosofeggiante; un flusso che sembra attraversare le tappe più importanti della vita esperienziale dell’autore) si trovano delle note che rimandano ad altri racconti delucidanti, così che le avventure si moltiplicano grazie ad aneddoti ricchi di eventi e incontri. 

È dunque un libro di viaggi? Sì, anche, ma anche no; oppure sì in assoluto se si considera la vita un viaggio, ciò che è… più che un cliché, una convenzione.

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