Un «troiaio» fiabesco, con errori narrativi, per mano di un dio molto uomo

«Genesi» di A.D. per conto di Dio

Bon!, ho finito la Genesi, che m’è parsa tutto un fornicare, far figli, menarsi, figlie con padri, fratelli con sorelle, padroni con serve, schiave consegnate per far sesso e poi maltrattate, tradimenti, smarrimenti, incasinamenti, angeli, distruzioni, nomi e anni, un sacco di nomi e un sacco di anni. E fanciulli abbandonati, e pupi scacciati, e mamme casuali, e padri di tutti, eh, ci credo, fan figli pure senza rendersene conto. Un casino! Allo stesso tempo ci ho ritrovato un sacco di cose sentite mille volte, anche se qui hanno preso un posto preciso in un arco narrativo. Tipo la colomba della pace… che ancora non ho ben capito in che senso c’entra la pace. Mica lo sapevo che era stata mandata tre volte a cercare terra da Noè mentre si trovava sull’arca, per vedere se trovava terre emerse: la prima volta tornò senza nulla, per cui non aveva trovato terra, la seconda volta tornò con un ramo d’ulivo per cui era segno che aveva trovato terra, e la terza volta non tornò. Cioè… mi è piaciuto. 😊 Come una bambina che capisce finalmente una fiaba.

Impressioni rimaste tali fino alla fine. Con l’aggiunta di cose che mi hanno stranita, come sbalzi narrativi, sin dall’inizio quando dice che furono creati gli animali e l’uomo, di ogni specie il maschio e la femmina: perché per fare la femmina di tutti gli animali è venuta così alla pari, mentre per fare la femmina dell’uomo gli avrebbe dovuto staccare una costola, così che l’uomo assomigliasse a Dio, mentre la donna all’uomo, che pare porsi in mezzo tra i due? (Così tanto per dire).
La cosa più straordinaria è stata per me “capire” che Dio in questa immaginazione è non solo uguale davvero all’uomo (o viceversa) ma che è persino “persuadibile” e impara da sé stesso. E questo ha dell’incredibile, per me. Mi riferisco in particolare al passaggio di Sodoma e Gomorra: “Allora Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l’empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lungi da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?». Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutta la città». Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere… Forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque».” E via elencando per sottrazione un sacco di altre evenienze…
E poi sono rimasta impressionata dai dodici (come gli apostoli) fratelli di Giuseppe (nome del padre di Gesù) e dei loro nomi tra cui Giuda, per dirne uno… c’è una ridondanza antica.
Per il resto, ora passerò a quel che viene dopo, se lo capisco. Credo tocchi all’esodo.

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