Un trattato sul desiderio/vizio

«La coscienza di Zeno» e «Continuazioni» di Italo Svevo

A tratti divertente (soprattutto per paradosso), in altri casi malinconico, spesso frustrante, come nelle normali cose umane fatte di decisioni sbagliate, debolezze e pose convenzionali. Ma anche di libero arbitrio, godimenti e variazione di esperienze. Vita e morte. Parlo de “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo. La normalità riprodotta sulla carta. Dunque? Dove sta l’interesse di leggere una cosa così? Per quello che mi riguarda sta tutto nel coraggio della consapevolezza. Quasi a dire: sì, facciamo quello che vogliamo ma facciamolo assumendocene tutte le responsabilità. O almeno senza mentire a noi stessi. Da qui la nota e costante autoanalisi agita dall’io narrante.

Continua a leggere “Un trattato sul desiderio/vizio”

Forse, un po’ ridondante…

«Il punto cieco» di Javier Cercas

Ho letto un libro prestatomi da un amico. Ora ho deciso di acquistare una copia di questo stesso libro per tenerla a portata di mano quando avrò restituita quella letta. Non è un romanzo, ma un saggio: «Il punto cieco» di Javier Cercas.

DI COSA PARLA:
Parla di romanzi. O meglio tratta in modo direi filologico quel tipo di romanzo che ha per caratteristica «un punto cieco» partendo dall’origine («Don Chisciotte della Mancia» di Miguel de Cervantes) sino a ricostruire la «tradizione» dei romanzi dello stesso Cercas. È dunque una sorta di libro in cui l’autore espone la propria plausibile tradizione per, cito, «legittimare la mia pratica di scrittore, cioè per legittimarmi», o sempre a suo dire: per «isolare (…) una catena di cui sono soltanto un semplice, ulteriore anello».

Continua a leggere “Forse, un po’ ridondante…”

Quanta immedesimazione…

«Martin Eden» di Jack London

L’ho già detto a più riprese durante queste settimane di lettura: so che può sembrare da un certo punto di vista “strano” e dall’altro anche molto presuntuoso, ma tant’è!, ho preso l’impegno con me stessa di cercare di essere il più possibile sincera nel fornire queste note di lettura, per cui non posso certo astenermi ora che la persona “compromessa” sarei io. Quel che dico è che mi immedesimo molto in “Martin Eden” di Jack London…

LA STORIA:
La faccio spiccia (come sempre, via!): Martin Eden è un marinaio poco colto, tanto da sentirsi a disagio in certi ambienti borghesi, ma abbastanza intelligente per ragionare con la sua testa e mettersi a studiare. Il caso lo porta nel salotto di una famiglia distinta. Qui conosce una donna che gli fa perdere la testa. Per lei si istruirà così da diventare una persona alla sua altezza, e tenterà anche di diventare scrittore. Dopo vari fallimenti, alla fine – come si intuisce sin dall’inizio – la sua caparbietà verrà premiata, ma ormai sarà troppo tardi…

Continua a leggere “Quanta immedesimazione…”

«La verità resiste in quanto tale soltanto se non la si tormenta»

«La morte della Pizia» di Friedrich Dürrenmatt

È un librettino super smilzo, composto da una settantina di pagine e una tonnellata di sarcasmo. Continuo ad amare molto Friedrich Dürrenmatt. Questa mattina ho letto in un boccone “La morte della Pizia”.

Continua a leggere “«La verità resiste in quanto tale soltanto se non la si tormenta»”

Ragazzi, state vicino ai vostri vecchi

«Il vecchio e il mare» di Ernest Hemingway

Ecco, questo è un libro speciale e lo dice il mio corpo non io. Le prime dodici pagine le ho lette con la pelle d’oca costante. «Il vecchio e il mare» di Ernest Hemingway è di una tenerezza infinita. Quanta umiltà di pensiero è racchiusa già solo nelle prime venti pagine: l’accudimento del giovane verso il vecchio, i ricordi del passato, delle belle esperienze fatte insieme, pezzi di vita che mantengono in vita, e il pensiero che vaga nelle passioni verso il baseball, la cena servita, la notte senza sogni tempestosi… È così: questo romanzo mi ha fatto sciogliere lo stomaco. 
Lo so, eh, che dovrei dire che si tratta di un inno alla resistenza, alla caparbietà, alla lotta contro la fine… ma per me no, per me è l’esatto opposto: è una richiesta di attenzione verso gli anziani, a non abbandonarli perché sono preziosi: «“Devi metterti a posto in fretta (ndr: disse il ragazzo al vecchio), perché ho ancora molto da imparare, e tu puoi insegnarmi tutto…”»

Continua a leggere “Ragazzi, state vicino ai vostri vecchi”