Un libro sull’emarginazione del diverso

«La metamorfosi» di Franz Kafka

È tanto breve quanto commovente La Metamorfosi di Franz Kafka. Un racconto di grande attualità. Un’attualità che purtroppo sarà sempre più attuale.

LA TRAMA
Gregor, un giovane rappresentante che sbattendosi come un matto si prende cura dell’economia famigliare, si sveglia una mattina nel corpo di uno scarafaggio. Si sa, lo sapevo persino io già prima di leggerlo. In verità, Gregor si sveglia esaurito dalla fatica, dal lavoro, dal troppo fare (sindrome da Burnout?). Lo scarafaggio è la metafora del corpo che si rifiuta di alzarsi dal letto per andare a lavorare, non ce la fa proprio. Vorrebbe, ma non ci riesce…

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Un romanzo “fatto” di paesaggio

«Le otto montagne» di Paolo Cognetti

Mi è stato regalato da un’”amica del treno”, Sara, “Le otto montagne” di Paolo Cognetti. (Che ringrazio!)

Vorrei parlare di storia, ma più che di una storia ho letto cose di vita di appena fuori porta. Ma anche di casa, via, che levato il confine o confino, alla vecchia maniera, dato dalla lingua dialettale, la terra calpestata dai personaggi di questo romanzo è la stessa mia, quella delle preAlpi che si fanno Alpi e montagne rocciose.

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Il più gran romanzo d’Amore

«I miserabili» di Victor Hugo

Finite le ultime pagine, prendo una boccata d’ossigeno e provo a scrivere qualcosa di questo romanzo che è piuttosto un libro, e di cui hanno di certo già detto tutto. 
So ad esempio che dovrei dire che è un “romanzo storico”, un affresco di Parigi degli anni della prima metà dell’Ottocento, e più in generale di un ventennio di guerre napoleoniche, sommosse e rivoluzioni civili della Francia, e invece dico che è il più gran bel libro d’amore mai letto (tanto che non vorrei leggerne di altri così). Anzi più che d’amore, sull’amore, di quell’amore che si può definire più divino e paterno e materno che non erotico, ma pur sempre amore, anzi Amore. Al quale fa da contraltare, sì, la guerra, la rivoluzione, l’egoismo, sì, anche la miseria, una certa crudeltà, il vizio e l’inganno, insomma, la vita, compresa quella dei singoli “contro” i sistemi, veri generatori di Miserabili. L’amore divino dell’uomo, ma anche quello più alto, che si manifesta attraverso la provvidenza, vera protagonista, quasi prima ancora dell’amore stesso. Sebbene in tutto il libro
– mi pare – essa venga assegnata a dei diavoli. Più miserabili dei miserabili, tranne in un caso: Mabeuf, il vecchio bibliofilo in rovina. 

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Poi dicono che non esista il destino. (Fosse vero il racconto!)

«Edipo Re» di Sofocle

Edipo e la Sfinge – Dipinto di Jean-Auguste-Dominique Ingres
1808–1827

Mi sono appena goduta la storia di un uomo senza colpe (per volontà), macchiato delle peggiori colpe (per sorte). Ma è davvero così? Non c’è colpa nell’uccidere un uomo? (Pur non sapendo che si tratti di tuo padre?). E sarà davvero “giusto” o davvero “sbagliato” desiderare carnalmente la donna che ti ha generato (pur non sapendo che si tratti di tua madre?). O giacere con un uomo che potrebbe essere tuo figlio? Come direbbe un amico: il discorso è spinoso (anche in questo caso) e rientra nell’etica, che per sua natura non contiene una verità.
Parlo del testo teatrale “Edipo Re” di Sofocle.

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…fazioso, maschilista, arrogante, scontato

«Consigli ai giovani scrittori» e il racconto «Il giovane incantatore» di Charles Baudelaire

Non sprecherò molte parole per questo librettino. Non vale la pena. Mi ha innervosita. L’autore è Charles Baudelaire. Il librettino in questione contiene nove “Consigli ai giovani scrittori” – che sconsiglio di cuore perché li ho trovati o faziosi, o maschilisti, o arroganti, o scontati – e il racconto “Il giovane incantatore” per il quale rivendico il diritto del lettore di smettere di leggere prima di arrivare alla fine. 
Considerate che l’intero volumetto conta solo 77 pagine, di cui ventotto sono dedicate ai consigli.

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