Un viaggio intenso

«Curriculum Mortis» di Enrico Emanuelli

Ho letto Curriculum Mortis di Enrico Emanuelli dopo aver apprezzato l’articolo di Antonio Celano, pubblicato nella rubrica “Come sono fatti certi libri” su Vibrisse. 
Dico subito che mi è piaciuto molto. Ma anche che non ho capito tutto. Anzi, forse sono più le cose che non ho capito rispetto a quelle che mi sono parse chiare. Eppure, per una volta, non mi ha disturbato. Sarà perché dentro mi resta l’anima della viaggiatrice che sono stata per tanti anni. Sarà che molti luoghi descritti li vedo, ma soprattutto che gli ambienti, gli odori, le stranezze mi sono famigliari.

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Un’assurdità non improbabile, già quasi vera

«Più segreti degli angeli sono i suicidi» di Gian Marco Griffi

Ho letto il libro di Griffi, “Più segreti degli angeli sono i suicidi” (Book-a-book, 2017).
A Sabbione la pratica del suicidio è in taluni casi persino obbligatoria e in ogni caso regolamentata da precise norme legali. Ciò ha prodotto una serie di nuovi mestieri come possono essere quelli della nettezza umana o dei verificatori. Allo stesso modo ha generato un movimento di ribellione: alcuni rivendicano la libertà di suicidio, contro di loro il governo è impegnato. I suicidi abusivi creano troppi problemi di gestione pubblica.
Questa la “trama” detta in due parole.

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Uno di quei libri che non rileggerò

«Sirene» di Laura Pugno

Ho letto “Sirene” di Laura Pugno. È un romanzo crudo e denso di crudeltà, e a modo suo pazzesco: grande immaginario, potente messaggio, immediato, scorrevole, coinvolgente. Ma è anche uno di quei libri che non rileggerò. Più precisamente è uno di quei libri che “potrei” scrivere, ma che non leggerei, mai. Ne parlavo di recente con un amico: a me “non serve” farmi più male (e con male intendo “male anche fisico”, se considero l’incubo fatto la notte dopo essere arrivata alla fine di pagina 66 – da qui in poi ho letto di traverso cercando di non “assorbire” le immagini -; incubo, dicevo, che mi ha fatta ritrovare senza più forze, mezza accasciata davanti al letto con in mano la tenda strappata dalla finestra), dicevo, non mi serve più male di quanto già non conosca “male”.

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Quando la finzione genera domande reali

«Fiction 2.0» di Giulio Mozzi

Ho letto Fiction 2.0 di Giulio Mozzi (Laurana editore, 2017). Ci sono libri di cui si può condividere il pensiero che scaturisce dalla lettura, racconto dopo racconto. Questo non è uno di quei libri. Perché l’autore – nel mio caso – ha dimostrato molto più coraggio di quanto possa dimostrarne io come lettrice.
Quel che è certo è che la lettura di questo libro ha generato in me diverse domande. E già solo per questo è valso il piacere di leggerlo. È di certo un bel libro.

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Un Don Chisciotte con il teschio in mano…

«Don Ponzio Capodoglio» di Giorgio Pressburger

Ho letto «Don Ponzio Capodoglio» di Giorgio Pressburger (Marsilio, 2017) e dico subito che è un libro che si presta a più letture e stimola più riflessioni, un po’ come tutti i libri belli, insomma.

Non amo molto riassumere le trame, ma qui vale la pena farlo un pochino, ché c’ha il suo perché. Dunque: prendete un uomo segaligno con una fissazione (sì, tipo Don Chisciotte). Poi dategli come compagna una donna grossa grossa, di 150 chili per intenderci, con un’apertura mentale ben diversa della sua, non si sa se per saggezza o per pigrizia (sì, tipo Sancho Panza, ma più alta e con delle cosce così!). Quindi prendete una gatta che si fa i fatti propri sebbene venga considerata alla stregua di una delle amiche più care che si possano avere, soprattutto per lei (sì, tipo ronzinante ma molto più basso e bianco, forse come il ciuchino di Sancho). A questo punto inventate una buona motivazione per farli partire in un viaggio avventuroso (sì, come per salvare Dulcinea del Toboso, solo che in questo caso la ricerca è della propria identità). Spolverate il tutto con qualche botta e qualche legnata. Metteteci scene al limite del caricaturale e otterrete l’avventurosa storia di una specie di enorme balena con la quale godrete nello spendere qualche ora di buona compagnia letteraria.

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