Poi dicono che non esista il destino. (Fosse vero il racconto!)

«Edipo Re» di Sofocle

Edipo e la Sfinge – Dipinto di Jean-Auguste-Dominique Ingres
1808–1827

Mi sono appena goduta la storia di un uomo senza colpe (per volontà), macchiato delle peggiori colpe (per sorte). Ma è davvero così? Non c’è colpa nell’uccidere un uomo? (Pur non sapendo che si tratti di tuo padre?). E sarà davvero “giusto” o davvero “sbagliato” desiderare carnalmente la donna che ti ha generato (pur non sapendo che si tratti di tua madre?). O giacere con un uomo che potrebbe essere tuo figlio? Come direbbe un amico: il discorso è spinoso (anche in questo caso) e rientra nell’etica, che per sua natura non contiene una verità.
Parlo del testo teatrale “Edipo Re” di Sofocle.

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…fazioso, maschilista, arrogante, scontato

«Consigli ai giovani scrittori» e il racconto «Il giovane incantatore» di Charles Baudelaire

Non sprecherò molte parole per questo librettino. Non vale la pena. Mi ha innervosita. L’autore è Charles Baudelaire. Il librettino in questione contiene nove “Consigli ai giovani scrittori” – che sconsiglio di cuore perché li ho trovati o faziosi, o maschilisti, o arroganti, o scontati – e il racconto “Il giovane incantatore” per il quale rivendico il diritto del lettore di smettere di leggere prima di arrivare alla fine. 
Considerate che l’intero volumetto conta solo 77 pagine, di cui ventotto sono dedicate ai consigli.

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Il seguito dei delitti

«Il mistero di Marie Roget» e la «Lettera rubata» racconti di Edgar Allan Poe

E dunque ho letto il “seguito” del racconto “I delitti della Rue Morgue” di Edgar Allan Poe, cioè “Il mistero di Marie Roget” e la “Lettera rubata”, dove viene messa all’opera di nuovo l’arguzia di Auguste Dupin per risolvere un paio di gialli. (entrambi racconti nemmeno troppo lunghi.

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Finire sotto Sherlo-shock

«I delitti della Rue Morgue» racconto di Edgar Allan Poe

Ho letto il racconto “I delitti della Rue Morgue” (noto anche con i titoli Duplice delitto nella Rue Morgue e Gli assassinii della Rue Morgue) di Edgar Allan Poe dove appare per la prima volta il cavaliere Auguste Dupin.

CONTENUTO
È un giallo della più antica tradizione, anzi è praticamente – pare – il capostipite di tutti i gialli investigativi, tanto da proporre addirittura il famosissimo e – negli anni – tartassatissimo caso dell’omicidio nella camera chiusa. A narrare la vicenda è un amico coinquilino del nostro acutissimo Auguste Dupin, grande conoscitore e indagatore dell’animo umano, o meglio del pensiero umano, una sorta di Sherlock mentalista, via, che ciononostante nel racconto si confronterà con prove reali e tangibili. Non vi svelo l’assassino di madre e figlia trovate con il corpo esanime in uno stato tremendo, anche se la maggior parte di voi già lo saprà, dico solo che mi ha tanto ricordato una canzone di Fabrizio de Andrè.

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Tra pavoni e grazia divina

«Nel territorio del diavolo – Sul mistero di scrivere» di Flannery O’Connor

L’articolo principale, apparso su «Azione», si trova QUI.

Segue un approfondimento più personale.

I PAVONI
Alla fine ho capito. Ed è stato molto bello capire. Quasi un filino “magico”, passatemela, via. Parlo del significato dei pavoni protagonisti del primo capitolo del saggio “Nel territorio del diavolo – Sul mistero di scrivere” di Flannery O’Connor (Minimum Fax), al quale ho dedicato questi ultimi tre mesetti; volevo leggerlo senza fretta. È una raccolta di riflessioni e trascrizioni di incontri sul tema della scrittura tenuti dall’autrice negli anni Cinquanta-Sessanta.

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