Così è l’amore non corrisposto, sospeso e potenzialmente letale

«La montagna incantata», di Thomas Mann

Ho terminato la lettura di questo grande romanzo del Novecento, come si suol dire, già da un paio di mesi, ma non riuscivo a scriverne. Ci provo ora. La difficoltà nasce dal contenuto del libro che si presta più che a molte letture, a una lettura ancora più lenta di quella adottata da me, che ci ho messo due anni per terminarlo. Servirebbe, infatti, una lettura ragionata, pagina dopo pagina. Un lavoro immane. Servirebbe per soddisfare il senso di vuoto di parole che ho nel mentre cerco di dire qualcosa di corrispondente all’opera. In pratica sento di essermi persa molto di quanto letto, ed è poi la ragione per cui non ne ho ancora parlato: mi pare di poter dire niente che sia sufficiente a rendere la portata di quel che vi è contenuto. Avrei la voglia di approfondire ogni dettaglio, ma in fondo lo avranno già fatto menti ben più elastiche della mia, e poi a me manca il tempo. Eh sì, proprio il tempo: uno, se non il protagonista principale di questo capolavoro. L’amore è – per me – il secondo protagonista. Questo è di fatto un libro sull’ossessione per un amore non corrisposto.

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Che cosa fai quando perdi il tuo alfiere?

«Un re non muore – corso letterario di scacchi» di Ivano Porpora

«Sottotraccia, si percepisce il periodo covidiano degli ultimi due anni, che ha visto l’autore trasferirsi da una provincia alla grande città, in quella Milano ormai orfana della movida, e in una casa per lui nuova, dove sentirsi soli dev’essere stato più inevitabile che altrove. L’appartamento si trova al quarto piano, e l’uomo sembra essersi portato poche cose, la scacchiera sì, ma non i pezzi ché erano di plastica, come certi pezzi di vita, sembra dire: «È come quando un giorno traslochi e decidi dove andare – e dove non vorrai stare più -, cosa vuoi portare con te, cosa lasciare in quella casa che da domani non chiamerai più casa». Forte, il sistema di immagini legato alle case, reali o del gioco, bianche o nere, che esse siano.»

Ho letto il saggio letterario sugli scacchi di Ivano Porpora, Un re non muore (Utet, 2021), e ne ho scritto su Azione.

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Il gioco del mondo in un’opera combinatoria

«Ada:39» di Cosimo Lupo

Cosimo Lupo con il Cubo di Rubik; foto estratta da una video presentazione

«L’autore riflette (…) sulla vita, sull’arte, sulle relazioni, sul trapasso, sul come tutti gli elementi anche i più insignificanti, se presi singolarmente, possano essere riorganizzati, o «messi a sistema» (come direbbe l’autore stesso) per permetterne una lettura globale. I vari microcontesti si traducono così in un libro-mondo.»

Sul numero 47 del settimanale «Azione», che ringrazio, è apparsa la mia nota di lettura su Ada:39 di Cosimo Lupo, romanzo pubblicato da Laurana Editore, per la collana Fremen.

Per leggere la versione integrale – chi lo desidera ma non può farlo nel cartaceo – basta scrollare verso il basso, oppure seguire seguire il seguente link: non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito.

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Un medioevo galattico che resiste da oltre mezzo secolo

Da una scena del Film di Villeneuve.

Dalla saga fantascientifica di Frank Herbert all’aspirazione visionaria di Jodorowsky raccontata in un documentario affascinante, fino all’attesissimo colossal Dune di Villeneuve, che non ha deluso le aspettative.

Ho parlato di Dune, non solo del film, ma più in generale dell’immaginario nato da Frank Herbert che alimenta le storie fantascientifiche di tutto il mondo da oltre mezzo secolo. L’articolo apparso sul settimanale «Azione» è più breve di quello preparato e che caricherò in seguito… (per leggere la versione integrale pubblicata, chi non può farlo nel cartaceo può scrollare verso il basso, oppure seguire seguire questo link – non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito) (Ringrazio la redazione e in particolare Simona Sala per lo spazio concessomi).

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La quarta fase è il «decadimento finale»

Giorgio Falco, mentre mostra il suo Flashover (a sinistra, il moderatore Roberto Falconi) durante la seconda edizione del Festival di letteratura Sconfinare, di Bellinzona; Piazza del sole, il 9 ottobre 2021. (Photo Ma.Ma.)

«La maschera di Flashover è personalizzabile (…) è la maschera di Hollywood per tutti. Uno stile di vita da raggiungere indebitandosi. Come il cugino padrone, l’incendiario.»

(così, Giorgio Falco, ospite del recente Festival Sconfinare di Bellinzona)

Ho parlato di Flahover. Incendio a Venezia di Falco e Ragucci (Einaudi), intervistando l’autore del testo sul settimanale «Azione» (per leggere l’articolo integrale, basta scrollare verso il basso, oppure seguire il link – non richiede iscrizioni perché è un settimanale d’approfondimento gratuito). (Ringrazio la redazione e in particolare Simona Sala per lo spazio concessomi).

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