Un gran bel «romanzo»

«Il suicidio di Angela B.» di Umberto Casadei

Ho finito. Ho finito di leggere un gran bel “romanzo”: “Il suicidio di Angela B.” di Umberto Casadei. È bravo. Dovrebbe scrivere qualcosa di nuovo. Ma forse, in questo libro, ci ha messo tutto quello che aveva voglia di dire, o gli è venuto di dire per un motivo o l’altro. Perché alla fine della lettura ciò che mi è rimasto è soprattutto una sensazione di compiutezza.

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Rassegnazioni, assenze e nostalgie

«L’altro addio» di Veronica Tomassini

Ho finito di leggere anche «L’altro addio» sempre di Veronica Tomassini (Marsilio edizioni).
In teoria il tema, i personaggi sono circa gli stessi del precedente «Sangue di cane».
Credevo si trattasse del punto di vista del protagonista maschile, ma non è proprio così. Il narratore è sempre “Lei” che si “immedesima” in ciò che accadde all’uomo di cui era/è innamorata, soprattutto dopo la sua “ultima” fuga. Stessa autrice, stessa storia, stesso “stile” eppure così profondamente diverso. Esatto. È un libro che non riscrive la storia, la vive proprio in modo diverso.

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Intrattenibilmente commovente

«Sangue di cane» di Veronica Tomassini

Ho letto “Sangue di cane” di Veronica Tomassini (Laurana editore).
In ottobre, dopo aver assistito alla presentazione del suo secondo libro (questo di cui parlo è il primo, ora leggerò pure l’altro) scrissi: “Avevo già il dubbio che la scrittura di questa autrice “siciliana” fosse potente, ma se vi dicessi che alle prime cinque righe di un estratto dell’ultimo suo romanzo, lette durante la presentazione, stavo già piangendo di una commozione intrattenibile, viscerale? No, eh? Allora non ve lo dico, sarete voi a venire a dirlo a me se mi farete il piacere di leggerla: e lo dico a copertina ancora chiusa (…).

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Un viaggio intenso

«Curriculum Mortis» di Enrico Emanuelli

Ho letto Curriculum Mortis di Enrico Emanuelli dopo aver apprezzato l’articolo di Antonio Celano, pubblicato nella rubrica “Come sono fatti certi libri” su Vibrisse. 
Dico subito che mi è piaciuto molto. Ma anche che non ho capito tutto. Anzi, forse sono più le cose che non ho capito rispetto a quelle che mi sono parse chiare. Eppure, per una volta, non mi ha disturbato. Sarà perché dentro mi resta l’anima della viaggiatrice che sono stata per tanti anni. Sarà che molti luoghi descritti li vedo, ma soprattutto che gli ambienti, gli odori, le stranezze mi sono famigliari.

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Un’assurdità non improbabile, già quasi vera

«Più segreti degli angeli sono i suicidi» di Gian Marco Griffi

Ho letto il libro di Griffi, “Più segreti degli angeli sono i suicidi” (Book-a-book, 2017).
A Sabbione la pratica del suicidio è in taluni casi persino obbligatoria e in ogni caso regolamentata da precise norme legali. Ciò ha prodotto una serie di nuovi mestieri come possono essere quelli della nettezza umana o dei verificatori. Allo stesso modo ha generato un movimento di ribellione: alcuni rivendicano la libertà di suicidio, contro di loro il governo è impegnato. I suicidi abusivi creano troppi problemi di gestione pubblica.
Questa la “trama” detta in due parole.

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